Eva Fischer – La speranza nei colori
Arte
Polo Culturale dei Bottini dell'Olio - Piazza del Luogo Pio, Livorno, LI, 57123, Italia
20/02/2025 - 09/03/2025
L'Istituto Comprensivo "Giovanni Bartolena" di Livorno in collaborazione con la Fondazione Fischer – Baumann, e con il supporto del Comune di
Livorno, nell’area espositiva della Lanterna del Museo della Città di Livorno, presso il Polo Culturale dei Bottini dell’Olio ha allestito una speciale mostra, dal titolo “La
speranza nei colori” nella quale saranno esposte 27 opere dell’artista Eva Fischer, accompagnate dalle creazioni realizzate dagli studenti e dalle studentesse, dalla scuola dell'Infanzia alla Secondaria di I grado.
Questa mostra si pone come un luogo di incontro dove simboli, emozioni e sentimenti dei bambini e dei ragazzi si fondono e confondono insieme con quelli di Eva; un luogo in cui ciascuno può ritrovarsi e dove dalle tante unicità e singolarità si arriva ad una unità e ad una umanità rinnovata, che guarda al futuro con speranza.
L'allestimento espositivo, ideato dalle docenti di Arte, Prof.sse Lucia Posarelli e Veronica Nannetti e realizzato con il prezioso e fattivo contributo degli studenti del Liceo F. Enriques di Livorno, diventa esso stesso un’armonica installazione artistica dove le 27 acqueforti e acquetinte della Fischer dialogano con le creazioni degli studenti.
Il percorso espositivo sarà integrato da contenuti multimediali esplicativi, realizzati dagli studenti stessi, ai quali sarà possibile accedere tramite qrcode.
Nata il 19 novembre 1920 a Daruvar (Ex Jugoslavia) Eva Fischer ha sempre e solo fatto l’artista, ha conosciuto i grandi dell’epoca, ha vissuto ed è sopravvissuta grazie ai suoi colori.
La sua vita ha avuto tonalità chiare e scure, basti ricordare quando dopo la deportazione del padre per mano nazista è dovuta fuggire da Belgrado, per scegliere di consegnarsi sulle sponde adriatiche agli “italiani brava gente”, come lei ha sempre sostenuto; poi, grazie ai ritratti che aveva fatto ai soldati italiani, ha ottenuto il permesso di lasciare il campo di raccolta dell’Isola di Curzola per curare la madre malata a Bologna dove ha vissuto sotto falso nome e collaborato con i partigiani. A fine guerra scelse Roma come luogo dove ricostruire la propria vita e lì entrò a far parte della Scuola Romana del dopoguerra di cui è stata l’ultima rappresentante in vita. Si è allontanata sporadicamente dalla città per trascorrere un periodo a Parigi per continuare a parlare con l’amico Marc Chagall. Lo ha fatto anche recandosi a Madrid per confrontarsi nuovamente con Pablo Picasso e Salvador Dalì.