Geosuture

Arte, Fotografia

Padiglione M, Parco Culturale di San Giovanni, Via dei Pastrovich 1, Trieste, TS, 34126, Italia
21/01/2026 - 20/02/2026

La mostra presenta una selezione di opere di Alessandro Vascotto, a cura di Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz e Guillermo Giampietro, ed è realizzata dal collettivo M-ARTE in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale, Agenzia Sociale Duemilauno, HeadMadeLab, La Collina Cooperativa Sociale e Radio Fragola. Il progetto nasce come spazio di confronto tra pratiche artistiche e dimensioni sociali, ponendo al centro la relazione tra immagine, territorio e trasformazione.
Le fotografie esplorano luoghi di connessione, ricomposizione e crescita, soffermandosi su paesaggi segnati da fratture geologiche e geopolitiche che si rivelano tanto come abissi quanto come possibili punti di contatto. Si tratta di territori di tensione e di transizione, in cui la stabilità è continuamente messa in discussione e dove la vita si manifesta in forme fragili e provvisorie, spesso ai margini o lontano dalla luce. In questi interstizi, l’incertezza non è una condizione negativa, ma il presupposto stesso dell’emersione e del cambiamento.
La linea di demarcazione tra terra e mare assume un ruolo centrale nella ricerca visiva di Vascotto, configurandosi come un luogo simultaneo di creazione e distruzione. Questo confine mobile diventa uno spazio fertile, in costante divenire, capace di accogliere processi di trasformazione che coinvolgono tanto la materia quanto il pensiero. Il ritmo dell’acqua unisce e divide, ma soprattutto trasforma: modifica la geografia fisica e simbolica dei luoghi, ridefinisce le coordinate percettive e mette in discussione i limiti sanciti.
Nel dialogo tra confini umani e naturali, le immagini restituiscono un movimento ciclico che non conosce fissità. I margini si intrecciano, si contaminano e si rigenerano, dando forma a un racconto aperto, in cui il paesaggio diventa metafora di una condizione collettiva. La mostra si propone così come uno spazio di riflessione condivisa, in cui l’arte agisce come strumento di ascolto, relazione e possibilità.