OSMOTIC LIGHT

Arte, Fotografia

Residenza Incamminati, Via delle Belle Arti, 34, Bologna, BO, 40126, Italia
06/02/2026 - 08/02/2026

Gianluca Balocco presenta a Bologna un progetto che mette la percezione al centro dell’esperienza estetica. Osmotic Light è una stanza percettiva concepita come organismo: la luce non si limita ad illuminare, ma diventa linguaggio attivo, capace di «respirare, assorbire, trasmettere e trasformare la percezione». L’intervento, ideato e prodotto da Primo Piano Art Gallery e curato da Anna Maria Bernucci, si svolge dal 6 all’8 febbraio 2026 presso la Residenza Incamminati nel contesto di ART CITY Bologna.

Allestita in un ex appartamento riconvertito in camera del sentire, la mostra combina due Raybox retroilluminate intitolate ORGANIKA e la video-opera Impermanence: Judith of Flower. Questi elementi dialogano per creare un campo sensoriale in cui l’immagine digitale emerge come presenza materiale: non più pura apparenza, ma «corpo trans-fotografico» che esce dallo schermo e si insedia nello spazio fisico. La pratica di Balocco intreccia pittura, fotografia, algoritmi e interfacce luminose secondo un paradigma che potremmo definire trans-pittorico: migliaia di fotografie e processi generativi sono trattati come materie prime di una materia visiva in continuo divenire.

La componente teorica dell’opera insiste su due nodi: l’impermanenza dell’immagine e la possibilità di una pratica estetica che operi tramite la neuro-estetica. Le superfici retroilluminate e i dispositivi interattivi non sono qui esercizi di virtuosismo tecnologico, ma strumenti per sollevare la soglia dell’attenzione. L’installazione mira a indurre uno stato di sospensione percettiva in cui la temporalità si dilata e lo spettatore diventa co-autore dell’opera: ogni sguardo riplasma la configurazione luminosa, ogni presenza genera una variazione unica.

Il progetto giunge a Bologna dopo un’intensa attività internazionale dell’artista, con mostre e conferenze in Cina (dic. 2025–gen. 2026) e collaborazioni con realtà tecnologiche come HONOR, che hanno contribuito a consolidare il dialogo tra ricerca artistica e dispositivi tecnici avanzati. Nella cornice curata da Caterina Molteni per ART CITY, che pone al centro la trasmissione incarnata del sapere, Osmotic Light si propone come dispositivo di formazione sensibile: un luogo dove vedere significa apprendere, e la conoscenza si costruisce nell’esperienza condivisa della luce.