Mostra Fotografica
Arte, Musica, Fotografia
Via Cavour, 3, Legnano, MI, 20025, Italia
28/02/2026 - 19/04/2026
RENZO CHIESA
L’uomo che fotografa la musica
Mostra diffusa in tre capitoli
Capitolo 1
Biblioteca Civica Augusto Marinoni
28 febbraio – 19 aprile 2026
Inaugurazione: sabato 28 febbraio, ore 17.30
Ideazione e curatela: Nicoletta Mandelli e Paolo Scheriani
A Legnano prende avvio il primo capitolo di “Renzo Chiesa – L’uomo che fotografa la musica”, progetto espositivo articolato in tre tappe che restituisce oltre cinquant’anni di storia musicale attraverso lo sguardo di uno dei suoi testimoni più intensi e coerenti. Ideata e curata da Nicoletta Mandelli e Paolo Scheriani, la mostra si configura come un percorso immersivo che intreccia fotografia, memoria e paesaggio sonoro, trasformando lo spazio espositivo in un dispositivo narrativo.
Il primo capitolo, ospitato presso la Biblioteca Civica Augusto Marinoni, si sviluppa verticalmente lungo la scala che dal piano terreno conduce ai livelli superiori. Questa scelta non è meramente funzionale: l’ascensione fisica diventa metafora di un attraversamento storico e simbolico della musica del secondo Novecento, dai club jazz degli anni Sessanta all’Olimpo del rock internazionale.
Il Jazz: la radice
Il percorso prende avvio con una serie di scatti in bianco e nero realizzati nel 1969 durante concerti al Teatro Lirico di Milano. Protagonisti sono figure capitali del jazz come Ray Charles, Duke Ellington, Nina Simone, B. B. King, Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan.
Non si tratta di fotografie documentarie in senso stretto. Gli scatti di Chiesa non inseguono la cronaca dell’evento, ma ne colgono l’epifania: uno sguardo che si concentra prima dell’attacco vocale, una mano sospesa sulla tastiera, un corpo piegato dalla tensione espressiva. Il bianco e nero, netto e privo di compiacimenti formali, restituisce la densità fisica del suono. L’immagine sembra vibrare; l’osservatore ha la sensazione di poter “sentire” la nota che accompagna quel gesto.
In questa sezione la fotografia si fa ascolto. La macchina di Chiesa non è invasiva, ma partecipe: registra il momento in cui l’interprete e la musica coincidono.
Cantautori: l’immaginario collettivo
Salendo verso il piano successivo, il percorso si apre alla stagione dei cantautori italiani, figure centrali nella costruzione di un immaginario culturale condiviso. In mostra compaiono ritratti di Fabrizio De André, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Alberto Fortis, Ivan Graziani e Vinicio Capossela.
Sono immagini sedimentate nella memoria collettiva, molte delle quali hanno contribuito a definire l’iconografia stessa degli artisti ritratti. Emblematica è la fotografia di Lucio Dalla poi scelta come copertina dell’album “Dalla” (1980), divenuta una delle immagini più riconoscibili della musica italiana. Qui la fotografia non accompagna la musica: la struttura visivamente, la consolida come forma simbolica.
Accanto agli scatti trovano spazio brevi testi, commenti degli artisti fotografati e frammenti biografici che contestualizzano il lavoro di Chiesa. Il testo di “Futura”, riportato come presenza fisica nello spazio, introduce una dimensione poetica che amplia il dispositivo espositivo: parola, immagine e suono si intrecciano in un’unica partitura.
Le grandi interpreti
Un ambiente raccolto è dedicato alle grandi interpreti femminili: Mina, Patty Pravo, Loredana Bertè e Teresa De Sio.
Anche in questo caso il bianco e nero domina, sottolineando la tensione espressiva e l’autonomia scenica di artiste che hanno ridefinito la presenza femminile nella musica italiana tra gli anni Settanta e Ottanta. Chiesa ne coglie la forza iconica senza indulgere nel glamour: il volto, il gesto, l’ombra diventano elementi plastici, quasi scultorei.
L’Olimpo del Rock
L’ultimo piano conduce nell’Olimpo del rock internazionale: Bob Marley, Peter Tosh, Jimi Hendrix, Sting, Bruce Springsteen, Patti Smith, Frank Zappa e i Rolling Stones.
Le immagini dedicate ai primi concerti dei Rolling Stones restituiscono un’energia primordiale, non ancora mitizzata dall’industria culturale. In particolare, la figura di Mick Jagger emerge come corpo dinamico, erotico, attraversato da una tensione performativa che la fotografia fissa senza immobilizzarla.
Tra una fotografia e l’altra, pannelli narrativi raccontano il contesto dello scatto o l’emozione provata dall’autore. La mostra non si limita a esporre immagini: costruisce una drammaturgia.
Dispositivo immersivo
Mandelli e Scheriani hanno concepito l’allestimento come esperienza multisensoriale. QR code distribuiti lungo il percorso permettono di accedere a playlist dedicate agli artisti fotografati, instaurando un dialogo diretto tra immagine e suono. La fotografia non è più soltanto oggetto da contemplare, ma attivatore di memoria sonora.
I capitoli successivi
Il progetto proseguirà con un secondo capitolo presso il Teatro Città di Legnano Talisio Tirinnanzi, con focus su figure legate al teatro e alla scena performativa – tra cui Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Dario Fo, Moni Ovadia e Paolo Conte – per poi concludersi con una grande summa a Palazzo Leone da Perego, dove oltre cento scatti restituiranno in forma organica la coerenza e la purezza della ricerca di Chiesa.
“Renzo Chiesa – L’uomo che fotografa la musica” si configura così non solo come retrospettiva, ma come riflessione sul potere dell’immagine di attraversare il tempo. La fotografia di Chiesa non documenta la musica: la traduce in gesto visivo, ne conserva la vibrazione e la consegna alla memoria collettiva.
La musica si guarda.
La fotografia si ascolta.





