Lo scioglimento della collezione fidecommissaria Barberini Cronaca di una diaspora

Arte, Altro

Piazza Madama 11, Roma, Roma, 00186, Italia
27/03/2026

Il 27 marzo 2026, alle ore 17.00, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, sarà presentato il volume Lo scioglimento della collezione fidecommissaria Barberini. Cronaca di una diaspora di Gino Famiglietti (Scienze e Lettere 2026), dialogheranno con l’autore Paola Nicita, Gallerie nazionali di Arte antica, Micaela Procaccia, già Dirigente del Ministero della cultura, e Andrea Piacentini Vernata, Sapienza Università di Roma.

Il volume presenta, attraverso un’attenta ricerca documentale, la narrazione ragionata di come si è giunti allo scioglimento del fedecommesso Barberini, uno degli eventi che hanno segnato la storia del patrimonio culturale italiano durante il fascismo.

Ne emerge un quadro che può definirsi sconfortante: da un lato, l’apparato amministrativo statale, che rimane inerte di fronte alle difficoltà, convinti che le leggi vigenti, che vietavano la divisione delle raccolte fedecommissarie e la loro eventuale vendita a soggetti diversi dallo Stato o da altri enti pubblici, costituissero, di per sé, un muro insormontabile eretto a difesa di tali raccolte. Dall’altro lato, le esigenze e gli interessi dei privati, che perseguivano i loro obiettivi di messa a profitto del patrimonio artistico di cui disponevano ed il cui mero possesso era ormai vissuto come un peso.
Nel mezzo la classe politica, che, allora come oggi, non aveva un progetto in materia di politica culturale, ma tendeva ad assecondare i desiderata dei portatori di interessi individuali, a scapito della tutela dell’interesse collettivo. Ragione per cui il disastro che ne sarebbe seguito sembrava essere fatalmente già scritto nell’imperante disordine dei valori, culturali e morali.

Gino Famiglietti è stato, presso il Ministero per i beni e le attività culturali, dapprima direttore generale per l’Archeologia, poi per gli Archivi e infine per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio. Ha collaborato alla stesura della legge Galasso nel 1985, e del Codice dei beni culturali e del paesaggio nel 2004.