MARIO SCHIFANO. A VOLO D’UCCELLO

Arte

GALLERIA ART D2 , VIA ARISTIDE DE TOGNI 23, MILANO, MI, 20123, Italia
14/04/2026 - 12/05/2026

La Galleria ART D2 modern and contemporary art è lieta di presentare la mostra Mario
Schifano. A volo di uccello, a cura di Federico Sardella, in programma dal 14 aprile al
12 maggio 2026 presso gli spazi della galleria in via Aristide de Togni 23, Milano.
L’esposizione riunisce una selezione di opere su tela e su carta realizzate tra gli anni
Sessanta e gli anni Novanta, un percorso coerente e criticamente fondato della ricerca
di uno dei protagonisti dell’arte italiana del secondo Novecento. Tutte le opere esposte
e riprodotte in catalogo sono registrate presso l’Archivio Mario Schifano a Roma.
Il percorso espositivo prende avvio da lavori emblematici degli anni Sessanta, tra cui
A volo di uccello (1963), in cui emerge con evidenza la trasformazione della superficie
pittorica in campo visivo e dispositivo segnico, sospeso tra azzeramento e riattivazione
dell’immagine. In questa fase, la ricerca di Schifano si configura come una presa di
distanza radicale dall’informale: il gesto si attenua, la materia si rarefà e la pittura si
apre a una dimensione ottica e comunicativa, in dialogo con i linguaggi della
contemporaneità.
La mostra documenta inoltre il passaggio verso una pittura che si rapporta
direttamente con la mediazione fotografica e cinematografica, come nelle opere della
seconda metà degli anni Sessanta e degli anni Settanta, tra cui A la Balla (1965),
Motore a colori (a Picabia) (1965) e i lavori su supporto fotografico quali Film (1978).
In questi lavori, l’immagine si configura come traccia instabile di una visione mediata,
in cui il riferimento alle avanguardie storiche e alla cultura visiva di massa avviene
attraverso processi di traduzione e rielaborazione iconica.
Il percorso si estende fino agli anni Ottanta e Novanta, con opere quali Veduta (1987),
Campo Basso (1988) e Il seduttore (1995), nelle quali il paesaggio si presenta come
costruzione mentale e memoria visiva, esito di una continua interazione tra percezione
diretta e riproduzione tecnica. In queste opere, la pittura non si limita a rappresentare
il reale, ma ne registra le modalità di apparizione nell’epoca della proliferazione delle
immagini.
L’intero progetto espositivo evidenzia come la pratica di Schifano possa essere letta
come una riflessione ininterrotta sull’immagine: non oggetto statico, ma fenomeno
dinamico e dispositivo percettivo, attraversato da tensioni tra presenza e assenza,
memoria e registrazione, pittura e media.