Je suis fatigué
Arte, Musica, Arti Performative, Architettura, Fotografia
Via Frausin 3B, Trieste, TS, 34100, Italia
09/05/2026 - 06/05/2026
JE SUIS FATIGUÉ
Mostra personale di Colin Schälli
A cura di 18:18 ART ACROSS BORDERS
Dal 9 maggio 2026
Spazio 18:18
via Frausin 3/B, Trieste
Inaugurazione: sabato 9 maggio 2026, ore 18:18
L’artista dialogherà con Riccardo Lisi. Performance sonora di Pierpaolo De Flego
Lo spazio 18:18 inaugurerà sabato 9 maggio 2026 alle ore 18:18, in via Frausin 3/B a Trieste, Je suis fatigué, mostra personale dell’artista svizzero Colin Schälli. Ad accompagnare il vernissage, Pierpaolo De Flego presenterà 6:00 am, una performance sonora dal vivo sviluppata in dialogo con i temi della mostra.
La mostra, nata da un’esperienza biografica estrema e dalla sua successiva trasformazione in linguaggio artistico, propone una riflessione intensa e stratificata sui temi della memoria, dello sradicamento e della ricostruzione identitaria.
Tra il 2019 e il 2020, Schälli attraversa diverse città europee vivendo per sette mesi senza una dimora stabile. Nato come gesto volontario di distacco dalle convenzioni sociali e dalle strutture quotidiane, questo periodo si trasforma progressivamente in un confronto radicale con la vulnerabilità, l’esaurimento e la perdita di orientamento. Da questa esperienza prende forma Je suis fatigué: un’indagine artistica che intreccia pratica visiva, autobiografia e spazio urbano.
Al ritorno da quel percorso, l’artista inizia a disegnare. I lavori non derivano dall’osservazione diretta, ma emergono come immagini ricostruite attraverso la memoria: frammenti interiorizzati, luoghi trasfigurati, tracce emotive. Il disegno assume così la funzione di dispositivo di elaborazione psicologica e archivio sensibile dell’esperienza vissuta.
A distanza di cinque anni, l’artista ritorna nei medesimi luoghi per fotografarli. Le fotografie presenti in mostra non si propongono come immagini autonome o documenti estetici compiuti; operano piuttosto come testimonianze di un riattraversamento consapevole, segnando la distanza tra il tempo dell’esperienza e quello del ritorno.
Accanto ai disegni e alle fotografie, la mostra include una serie di oggetti raccolti durante il viaggio: una divisa di sanatorio, chiavi ritrovate singolarmente, un timbro, indumenti, un sacco a pelo della Croce Rossa. Elementi ordinari e marginali che, ricontestualizzati nello spazio espositivo, assumono una nuova densità simbolica e narrativa.
Nel loro insieme, le opere costruiscono una struttura frammentaria e non lineare, sospesa tra documento e percezione, tra presenza e assenza. Più che raccontare un’esperienza, Je suis fatigué ne restituisce la tensione emotiva, interrogando la relazione fragile tra luogo, memoria e identità contemporanea.
La mostra sarà accompagnata da un programma pubblico di incontri, performance e workshop che ne estenderà i temi attraverso linguaggi interdisciplinari.


