Sextant,
Arte
“Giardiniera Reale”, C.so San Maurizio, 6, Torino, TO, 10124, Italia
30/05/2026 - 12/06/2026
L'allestimento propone una sintesi della quarantennale attività artistica di Walter Accigliaro, in cui si svela lo strumento di orientamento dell’autore: un sestante estetico volto a esplorare i territori dell’anima. I suoi quadri, accolgono un articolato sintagma poetico e mentale, impalpabili suggestioni tonali declinate in un caleidoscopio di rimandi semantici. La gamma cromatica del suo operare è basata su grigi argentei, azzurri velati o gradazioni terrose a cui a tratti si aggiungono modulazioni di verdi; nella relazione tra gestualità e modulazione di tinte si esplicita l' emozione. Si afferma così nella definizione aniconica del suo intervento non la negazione della realtà ma la sublimazione della stessa, generata da un rincorrersi di ambienti immaginifici, proiezioni
prospettiche in cui lo sguardo dell’osservatore fluttua tra leggere, raffinate, evanescenti velature da cui sporadicamente si palesano minimi accumuli, profili di visioni soggettive in una dimensione atemporale, quasi una pergamena antica che ha raccolto tra la polvere e la luce delle stagioni una miriade di pulsioni del vivere . La mostra si chiude con il lavoro più recente, "Meditazione nel tempo spirituale". È il punto d’arrivo del Sextant: dopo aver navigato tra emozioni, miti e venti, l’artista approda a una stasi meditativa. Il tempo non è più cronologico, ma circolare, dilatato, una dimensione dove la pittura diventa preghiera laica e silenzio, quasi approdo a orizzonti di acquisito equilibrio del ritmo del vivere.
Predomina il verde, colore della pace interiore, quiete vibrante di una foresta, simbolo della rinascita e dell' armonia. Walter Accigliaro non ci mostra dunque cosa vede ma come "sente" il tempo scorrere sull’atavico
intreccio tra il secolare cammino dell’uomo e l’oscura alchimia che l’ avvolge. Ogni sua opera è una tacca incisa sul sestante della vita, un segno che ci permette, finalmente, di navigare nel magma dell’esistenza afferrando di tanto in tanto qualche brandello che ci consenta di sapere “…ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.
Clizia Orlando




