Pietro Corridori. Paesaggi umani, tracce, geografie del vissuto.

Arte

Via Collacchioni 4, Palazzo Collacchioni, Capalbio , Gr, 58011, Italia
25/07/2026 - 02/08/2026

Dal 25 luglio al 2 agosto 2026 Palazzo Collacchioni di Capalbio ospita la mostra personale del pittore Pietro Corridori dal titolo Paesaggi umani. Tracce e geografie del vissuto, a cura di Marta Paolini. La mostra - promossa da CCN Capalbio con il patrocinio del Comune di Capalbio e dalla Pro Loco di Grosseto - presenta una selezione di opere dedicate al paesaggio costiero della Maremma, uno dei soggetti più significativi della ricerca pittorica dell'artista.
Nei dipinti di Corridori il mare e la costa diventano luoghi di osservazione privilegiati, dove il paesaggio marino è uno spazio di confine nel quale cielo e mare negoziano continuamente i propri limiti in un dialogo mutevole e incessante.
Il litorale maremmano è restituito attraverso una continua indagine sulla luce, protagonista assoluta delle composizioni: dalle atmosfere limpide delle prime ore del giorno ai tramonti dai toni accesi, fino ai cieli gravidi di tempesta, la luce modella lo spazio e costruisce la percezione del paesaggio, traducendone non solo gli aspetti atmosferici ma anche la dimensione emotiva.
Le opere raccontano una natura in costante trasformazione, sospesa tra quiete e forza primordiale. Le dune, i canneti e le spiagge convivono con il mare agitato, il vento e le onde, restituendo un paesaggio che alterna accoglienza e potenza, equilibrio e instabilità.
L’elemento umano appare sporadicamente e come elemento transitorio. Talvolta sembra integrato armoniosamente nel paesaggio - quando i ragazzi giocano tra le onde e le donne si avvolgono nei teli colorati – altre volte è solo evocato, come un lontano ricordo della sua fugace presenza, attraverso segni di civiltà – una staccionata, uno stabilimento balneare, le vele delle barche, gli ombrelloni chiusi. Sono tracce che mai sovrastano la natura ma anzi ne vanno ad amplificare la sua complessità nella relazione con l’uomo.
Le figure dei bagnanti, dei pescatori, gli abitanti di queste spiagge sono delineati con pennellate sintetiche, che tradiscono - in questo contesto - il disinteresse dell’artista per l’elemento ritrattistico, a favore di uno spaccato universale e senza tempo, in grado di far riflettere, invece, sulla coesistenza silenziosa tra uomo e natura. Spesso ciò che resta del passaggio dell’uomo o della
forza della natura sono detriti e frammenti: i legni restituiti dalla corrente, una barca arenata, recinzioni che tentano di dare un ordine allo spazio diventano testimoni di una storia che si rinnova ad ogni marea. Corridori sembra scolpire gli elementi dipinti, la densità delle nuvole, il volume delle onde, la terra o il legno. Nelle tele più recenti questo tratto comune si fa ancora più evidente con l’utilizzo di pennellate molto dense e materiche, della spatola e di un colore graffiato. Il graffio, letto come incisione segnica, conferisce all’opera non solo una qualità tattile ma diventa quasi cicatrice visibile del tempo che passa, che consuma e trasforma il paesaggio costiero. Un archivio di memorie, trasformazioni e identità, una riflessione sul paesaggio come luogo di relazione, dove natura e presenza umana convivono in un equilibrio fragile e continuamente ridefinito.