Elena Modorati ‘Adagio Glissando’

Arte

Via Pietro Maroncelli 7 , Galleria - Il Milione Arte Contemporanea , Milano , MI , 20154, Italia
23/09/2026 - 13/11/2026

Il Milione Arte contemporanea presenta la mostra Adagio Glissando di Elena Modorati a cura di Angela
Madesani, ospitata negli spazi della Galleria in Via Maroncelli 7 – Milano, dal 23 Settembre 2026 (ore 18.30-21.00) al 13 Novembre 2026.
Il nuovo progetto di Elena Modorati prende avvio da una visita al Museo Etrusco Guarnacci di Volterra, nelle
cui sale è esposta una toccante collezione di ritratti lapidei, da cui è nata una serie fotografica. I volti selezio-
nati, di suggestiva bellezza, sono accomunati da una progressiva erosione della pietra scolpita: l’espressività
non ne è compromessa, pur risultando sfuocata, resa incerta, in un processo che rovescia la dinamica del co-
siddetto “non finito”: la forma, anticamente emersa dalla materia, pare ora lentamente riperdervisi. Tornando al contesto archeologico, l’artista approfondisce il tema del confine ambiguo tra visibile e invisibile,
della zona di sospensione fra apparizione e scomparsa. L’indagine trova espressione nell’idea di “immagine
fantasma’’: un’immagine diafana, instabile, incerta fra latenza e dissolvenza, eppure dotata di un’inafferrabile
persistenza. Un’immagine opaca e umbratile, che pure ci riguarda profondamente, appella la storia del nostro
sguardo, non offrendosi mai pienamente ad esso, resistendo all’invadenza dell’atto di guardare. Le opere in mostra sviluppano questa tensione attraverso un linguaggio che intreccia fotografia e sperimenta-
zione materica: antiche figure o nature morte fanno dialogare materiali come cera, gesso, creta, opalux, pittura
a olio e stampa fotografica su carta cotone ruvida, nella continua tensione tra corporeità e incorporeità, densità
e rarefazione. I Vasi archeologici delle nature morte sono pensati come “sculture disegnate”: la tridimensiona-
lità è infatti condotta per gradi al proprio estremo, quasi “spettrale”, di sagoma o silhouette traslucida, a cui fa
eco il gioco di ombre sul muro. L’intero percorso espositivo si configura come soglia, “luogo intermedio”,
liminale; le opere diventano tracce di un’esistenza che attraversa il tempo, manifestazioni di un passato che
continua ad abitare il presente in una continua osmosi reciproca. La mostra invita a interrogare la natura stessa dell’immagine come spazio di passaggio e di trasformazione in
cui il reale affiora e al tempo stesso si dissolve, rivelando come ogni presenza custodisca la traccia di un’as-
senza e come il passato continui a riemergere nel presente attraverso forme nuove e inattese.