A ritroso. Un’indagine visiva sulle tracce di un’eredità dispersa

Fotografia

Palazzo del Podestà, Piazza del Popolo, 6, Faenza, RA, 48018, Italia
29/10/2026 - 17/11/2026

A ritroso è la prima mostra che presenta il lavoro fotografico realizzato da Andrea Savorani Neri nell’ambito del programma europeo Cross-Looking, cofinanziato da Creative Europe e che sarà in mostra al Palazzo del Podestá di Faenza fino al 17 novembre 2026.

Curata da Antonello Frongia e da Matteo Zauli, l’esposizione comprende 111 stampe cromogeniche che dialogano con un gruppo selezionato tra le opere storiche da cui l’intero progetto trae spunto: tele ad olio e acquerelli di Salvatore Valeri e stampe vintage di Gabriel Lekegian.

Prima cittá ad accogliere le mostre di Cross-Looking, grazie al sostegno dell’Unione della Romagna Faentina che è partner del progetto, Faenza è il luogo in cui la famiglia Valeri-Lekegian si stabilì dopo il crollo dell’Impero Ottomano, dopo aver lasciato Costantinopoli/Istanbul nel 1923.

Attraverso un’indagine condotta tra l’Italia, l’Armenia, Istanbul e Il Cairo, l’autore esplora le origini della sua famiglia e i legami che lo uniscono a due figure artistiche di spicco della fine del XIX secolo: il suo trisnonno, il pittore italiano Salvatore Valeri (1856-1946), e il suo prozio armeno Gabriel Lekegian (1853-1921), uno dei più importanti fotografi dell’Egitto del suo tempo. Stabilitisi rispettivamente a Costantinopoli e al Cairo, Salvatore Valeri e Gabriel Lekegian furono testimoni privilegiati degli scambi culturali che all’epoca legavano l’Europa, l’Impero Ottomano, l’Armenia e l’Egitto. Più di un secolo dopo, Andrea Savorani Neri intraprende una ricerca per ripercorrere le loro vite e la loro opera, per comprendere come queste storie familiari si intrecciano con la grande storia del Mediterraneo orientale.

Realizzate con una macchina fotografica grande formato, le sue fotografie uniscono paesaggi, architetture, ritratti e luoghi della memoria in una riflessione sulle migrazioni, la trasmissione e la circolazione delle immagini attraverso le generazioni. Le fotografie compongono cosí la mappa di un’eredità condivisa tra diverse culture, lingue e territori.
Concepita come una mostra itinerante, questa esposizione sarà ospitata in formati e dimensioni differenti a Faenza, Venezia, Parigi e Zagabria, prima di concludersi a Yerevan, presso la NGA - Galleria Nazionale d’Arte Armena, istituzione emblematica del patrimonio artistico armeno. Quest’ultima tappa riveste un’importanza particolare nel progetto che intreccia le vicende europee, ottomane e armene attraverso la storia di una stessa famiglia.

Il testo del curatore, Antonello Frongia

A ritroso è il viaggio di un fotografo che risale “per li rami” una storia famigliare e che ha come protagonisti due illustri avi vissuti tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il pittore Salvatore Valeri e un altro fotografo, Gabriel Lekegian; allo stesso tempo, è anche un’indagine aperta che incontra lungo il cammino più domande che risposte.
Dalle stanze di un villino Liberty nel centro di Faenza a una lapide indistinta nel cimitero di Nettuno; dal Museo delle Civiltà di Roma a Yerevan, la capitale dell’Armenia; dalle aree industriali di Nairit e Alaverdi, residuati dell’Unione Sovietica e di un’utopia novecentesca, alle luci sulle facciate sfrante nel centro di Istanbul; dalle ombre della chiesa di sant’Antonio da Padova a Beyoglu a quelle del laboratorio di un falegname al Cairo. Sono solo alcune delle tappe di un’indagine durata sette anni che ha prodotto incontri, dialoghi, scoperte e un corpus di oltre cinquecento fotografie, qui presentato in una sintesi essenziale.
Se nei secoli passati l’Italia è stata la meta del viaggio di formazione per eccellenza, questo percorso controcorrente può essere letto come un viaggio di decostruzione, un tentativo di disimparare camminando. In gioco in questa ricerca sono temi centrali nel dibattito culturale e politico di oggi: l’Europa, il Mediterraneo, la storia del colonialismo, la decolonizzazione, la geopolitica novecentesca, le identità nazionali, le migrazioni. Le fotografie, mostrandoci il volto quotidiano di queste grandi questioni, ci calano senza rete nel vivo dei luoghi, dei volti, delle cose. C’è insieme una grande piètas e una grande impietosità in queste immagini: con estrema semplicità, ma evitando le secche dell’illustrazione e del già noto, il fotografo ci mostra anzitutto quante cose non sappiamo di quello che vediamo, quanta ricchezza pullulante di segni, tracce, indizi alberga nella certezza del rappresentare. Sono i dettagli a interrogarci senza fine: la scritta “Deaf” in caratteri gotici sul berretto di un ragazzino, le foglie ingiallite di un albero davanti a una struttura industriale, ma anche la decorazione floreale su fondo azzurro in un vicolo della città o lo sbuffo di vapore di un ferro da stiro.
In realtà il viaggio non ha termine: compiuto un largo giro, il percorso ritorna su sé stesso e ci riporta esattamente in questo punto. Da qui siamo chiamati a proseguire il cammino.

CROSS-LOOKING è un progetto europeo della durata di 30 mesi che indaga come la narrazione visiva modelli le relazioni tra Oriente e Occidente in Europa e nel Vicino Oriente. Coinvolgendo artisti, ricercatori e comunità locali, il progetto esplora il modo in cui le immagini possano riflettere e, al contempo, trasformare le percezioni culturali in regioni storicamente caratterizzate da scambi, conflitti e convivenza. Al centro di CROSS-LOOKING si trova una serie di residenze artistiche ospitate in contesti culturali differenti. Tali residenze fungono da laboratori di sperimentazione, in cui le connessioni storiche e contemporanee vengono esplorate attraverso metodologie basate sull'arte. CROSS-LOOKING nasce da un'idea originale di Andrea Savorani Neri, sviluppata a partire dalla sua ricerca fotografica sulle tracce dei propri antenati: il pittore Salvatore Valeri (1856–1946) e il fotografo Gabriel Lekegian (1853–1920). Il progetto riunisce 6 partner provenienti da Italia, Francia, Paesi Bassi, Croazia e Armenia; ciascuno di essi apporta prospettive e competenze specifiche nei campi della fotografia, della ricerca e dell'educazione visiva.

Andrea Savorani Neri è nato nel 1976. Vive e lavora a Parigi. Laureato in Letteratura moderna all’Università di Bologna, ha successivamente studiato fotografia allo IUAV di Venezia. Dopo i periodi di ricerca trascorsi in Spagna, Francia e Russia si è stabilito a Parigi dove ha insegnato all’Università Sorbonne Nouvelle-Paris 3 e successivamente all’Università Paris Cité. Fin dagli esordi della sua carriera, il suo lavoro esplora le relazioni tra linguaggio, immagine e memoria, attraverso un approccio nel quale si mescolano il documentario, la ricerca storica e il racconto personale. Parallelamente alla sua pratica artistica, Andrea Savorani Neri collabora con numerosi media internazionali, agenzie e emittenti televisive, tra cui Nurphoto, Imago, Euronews, BBC, RAI, Sky TG24, HFP Production e altri. Le sue fotografie sono state pubblicate su testate quali Le Monde, Libération, Le Figaro, Paris Match, The Guardian, The New York Times, El País, Der Spiegel, L'Espresso.