A cinquant’anni dalla scomparsa di Luchino Visconti: l’artista che inaugurò il Festival dei due Mondi
Fotografia
Via dell’Arringo, I, Spoleto , pg, 06049 , Italia
18/04/2026 - 15/06/2026
A cinquant’anni dalla scomparsa di Luchino Visconti:
l’artista che inaugurò il Festival dei due Mondi
a cura di Carlo Alvise Crispolti
in collaborazione con Martin Giovanetti
Nei luoghi dove tutto ebbe inizio, Casa Menotti, la mostra dedicata a Luchino
Visconti (Milano, 2 novembre 1906 – Roma, 17 marzo 1976) presenta alcuni scatti
fotografici realizzati durante le prove de La Traviata, da lui diretta al Festival dei Due
Mondi nel 1963. Visconti aveva già inaugurato il Festival nel 1958 con
il Macbeth verdiano.
Le immagini nascono in un’epoca in cui le macchine fotografiche erano interamente
meccaniche e ogni scatto, con il suo rumore secco, rompeva il silenzio delle prove
come un piccolo tuono. In questo contesto, Francesco Carlo Crispolti riuscì a cogliere
diversi momenti delle prove al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti. Pochi giorni dopo,
precisamente il 20 giugno, sarebbe andata in scena la prima.
I negativi di queste fotografie sono rimasti per oltre sessant’anni nei fogli portanegativi,
senza mai essere stampati e quindi del tutto inediti. Al momento della loro
digitalizzazione, effettuata con tecnologie contemporanee, il curatore Carlo Alvise
Crispolti ha scelto consapevolmente di non intervenire sulle immagini: le stampe
appaiono così come il negativo le ha conservate nel tempo. L’unico elemento
tecnologicamente attuale è il supporto di stampa adottato.
Negli scatti, probabilmente realizzati dal basso durante le prove pomeridiane, compare
il cast artistico (Franca Fabbri, Franco Bonisolli, Mario Basiola insieme al direttore
d’orchestra Carlo Felice Cillario, ai comprimari e alle comparse).
Si tratta di fotografie prive di una ricerca formale dell’inquadratura: la pausa caffè di
Visconti, le sue indicazioni agli interpreti, i gesti e le mani del direttore Cillario.
Momenti suggestivi e autentici di un’epoca in cui i rullini contenevano soltanto 36 pose
e ogni scatto doveva essere pensato con attenzione e misura. In mostra è inoltre
possibile osservare, in formato ingrandito, il metodo con cui Francesco Carlo Crispolti
archiviava il materiale fotografico...






