CROSTE Artisti nascosti di Ostia

Arte

Chiostro del Palazzo del governatorato , Piazza della stazione vecchia 26, Roma , RM, 00122, Italia
14/11/2026 - 27/11/2026

Conferenza stampa: lunedì 9 novembre 2026
Otto artisti, generazioni e linguaggi differenti. Una mostra che segna la prima apparizione pubblica del Collettivo Borsari.
Dal 14 al 27 novembre 2026 il Chiostro del Palazzo del Governatorato di Ostia ospita CROSTE – Artisti nascosti di Ostia, mostra collettiva prodotta dal Collettivo Borsari e promossa dal Municipio Roma X – Roma Capitale.
Otto artisti legati al territorio, differenti per età, formazione ed esperienze di vita, presentano oltre venti opere tra pittura, fotografia, scultura e tecniche miste. Linguaggi autonomi, prospettive diverse, un titolo comune: CROSTE.
Un titolo provocatorio, volutamente ironico. Nel linguaggio dell’arte, soprattutto negli anni Sessanta, “crosta” era un termine dispregiativo, usato per indicare un’opera di scarso valore o un falso. Qui il significato si rovescia e si moltiplica. Crosta è superficie, concrezione, stratificazione; è la traccia lasciata dal tempo sulla materia, ma anche ciò che protegge una ferita mentre si rimargina.
«La crosta rimargina la ferita. La bellezza della concrezione risana il territorio.»
Da questa immagine prende forma il senso della mostra: artisti che hanno lavorato a lungo, spesso lontano dai luoghi più visibili del sistema dell’arte, decidono di portare le proprie opere all’attenzione della città.
“Artisti nascosti”, dunque, non significa artisti senza storia. Alcuni hanno alle spalle studi, esposizioni e percorsi professionali consolidati; altri arrivano all’arte attraverso esperienze e mestieri differenti; altri ancora appartengono a una generazione giovanissima. Le età vanno dai vent’anni agli over sessanta e restituiscono una pluralità di condizioni, esperienze e modi di intendere la pratica artistica.
Marta Biuso, Leonardo Gensini, Paolo Colangeli, Claudio Conti, Alessandra Francesca Borzacchini, Luciano Tomagè, Abram Moses Tomei ed Edoardo Zamponi interpretano liberamente il tema della mostra, ciascuno secondo la propria ricerca.La crosta può diventare superficie pittorica, materia incisa, frammento, forma organica, fotografia, segno. Le opere esplorano le possibilità espressive della materia, del colore e dei supporti, senza cercare un linguaggio uniforme.
Come si legge nel testo che accompagna la mostra, gli artisti «non impongono una forma alla materia, ma la ascoltano». La interrogano, lasciando che siano anche le sue caratteristiche a suggerire la strada. Ne nascono ricerche prevalentemente vicine all’informale e alla tradizione segnico-materica, riprese con libertà, al di fuori delle motivazioni storiche che le hanno originate.
CROSTE segna così la prima apparizione pubblica del Collettivo Borsari: una storia di amicizie, incontri e ricerche individuali che trova una prima espressione comune e sceglie di rivolgersi alla città.