Florence Antibrote Brandalesi, Roberto Bellucci, Maurizio Ganzaroli,Arianna Lorenzin, Giacomo Mozzi, SIL.MAT e Fabiana Toffano a Palazzo della Camera di commercio in Largo Castello a Ferrara

Arte

Largo Castello, 10, Ferrara, FE, 44121, Italia
29/03/2026

Florence Antibrote Brandalesi, Roberto Bellucci, Maurizio Ganzaroli, Arianna Lorenzin, Giacomo Mozzi, SIL.MAT e Fabiana Toffano a Palazzo della Camera di commercio in Largo Castello a Ferrara

Un libro speciale, a cura di Silvia Landi, presentato il 29 marzo a Palazzo della Camera di commercio Ferrara Ravenna in Largo Castello a Ferrara, per l’edizione VIII di INCONTEMPORANEA 2026 e sottotitolato “Emilia Romagna”.

Il libro INCONTEMPORANEA 2026 è un’edizione speciale dedicata alla regione EMILIA ROMAGNA, illustrato con opere d’arte accompagnate da recensioni a cura di Silvia Landi.
Silvia Landi ha dedicato questo volume ad artisti invitati in pubblicazioni ed esposizioni personali, interventi, performance: Florence Antibrote Brandalesi, Roberto Bellucci, Maurizio Ganzaroli, Arianna Lorenzin, Giacomo Mozzi, SIL.MAT, Fabiana Toffano. L’opera “Sunlight” di Arianna Lorenzin è la copertina del libro ed è dedicata al sole perché fonte di vita per l’ambiente e per il nostro pianeta. Arianna Lorenzin ha creato l’effetto della luce del Sole e dedica l’opera alla regione italiana Emilia Romagna, tra le eccellenze legate al sole, zona di vacanze, svago e tra le principali produttrici di verdure, frutta e prodotti tipici locali. Opera che ispira la curatrice, Silvia Landi, a sottotitolare Emilia Romagna la manifestazione INCONTEMPORANEA, per l’edizione 2026.

Silvia Landi analizza un’ opera d’arte per ogni singolo artista inserito nel volume.

“Maree di vento” è un’opera di Florence Antibrote Brandalesi che descrive il fenomeno cruciale per la navigazione e le previsioni marine, che si aggiungono alle normali maree lunari e può alterare notevolmente i fondali, specialmente in aree come l’Adriatico.
Gli effetti del vento sulle maree e sul livello del mare sono indicative variazioni del livello dell’acqua causate dall’azione del vento sulla superficie marina, creando onde, accumuli d’acqua vicino alla costa e abbassamenti.
Una forza descritta nell’opera di Antibrote è amplificata dai colori e dall’effetto lucido della stampa. Colori che vogliono ricordare la forza che rende il mare pericoloso e contemporaneamente il fascino esercitato e il profondo effetto rilassante e rigenerante su corpo e mente, che riduce stress e ansia grazie ai suoi ritmi naturali, colori, suoni e agli ioni negativi che stimolano il benessere, oltre a simboleggiare l’inconscio e la vita stessa.

Un’opera che ci aiuta a caprie il complesso delle acque salate che circondano i continenti e, in alcuni casi, la sua pericolosità.
Le onde generate dipendono dall’intensità del vento, dalla durata e dalla direzione. Un vento che soffia, perturbazione con onde di velocità diversa che spaventano chiunque in mezzo al mare. Antibrote con l’opera presenta una sua particolarissima visione della forza in mezzo a un mare di colori.

“Introspezioni” è un’opera che analizza ed esplora i pensieri, sentimenti e stati mentali interiori dell’artista Arianna Lorenzin. Il termine indica le emozioni dell’artista e rispecchia il suo carattere.
Arianna Lorenzin si definisce imprevedibile come la vita, quindi, ha sentito quella necessità di raccontarsi in un’opera d’arte.
Il fondo dell’opera è volutamente nero per assorbire e amplificare l’effetto dei colori utilizzati. Un rullo rivestito è utilizzato per stendere colori e l’effetto finale sono fasce puntinate realizzate con colori metallizzati.
I colori sulla tela sono oro, bianco, verde acqua e viola, che con l’ausilio del rullo sormontando i vari passaggi, attraverso movimenti ondulatori, ha creato un effetto volutamente velato.
Una commistione di colori, che crea un tutto unico, in una mesco-lanza quasi a identificare la complessità caratteriale e l’imprevedibilità dell’artista.
Il carattere di Lorenzin è un punto di forza, che le consente, di affrontare ogni situazione nel migliore dei modi. La vita è imprevedibile, sostiene l’artista, come la sua personalità e si sente sempre pronta per ogni evenienza.
Il suo carattere imprevedibile e mutevole, inoltre, le consente di applicarsi in numerose discipline e raggiungere una singolarità espressiva anche nell’arte. Le opere non sono mai uguali nei colori e nei soggetti, variano in continuazione, anche nelle tecniche utilizzate

“Torre di Babele” è l’opera presentata da Roberto Bellucci per l’edizione 2026 di INCONTEMPORANEA. La Torre di Babele è un racconto biblico della Genesi, dove gli uomini, parlando una sola lingua, tentarono di costruire una torre per raggiungere il cielo ma Dio, per punire la loro arroganza, confuse le loro lingue, costringendolo a disperdersi e creando la diversità linguistica nel mondo.
Bellucci interpreta la Torre come simbolo estremo di narcisismo, ambizione e arroganza. Simile al racconto della costruzione della Torre di Babele vede la nostra vita nelle mani della tecnologia e, in un parallelismo di cui narra la Bibbia nel libro della Genesi, ci troveremo persi e il tutto collasserà.
La Torre di Babele di Bellucci simboleggia la vanità, il fallimento dell’ambizione umana e la nascita delle barriere comunicative, ma anche la complessità e la ricchezza delle culture e lingue diverse.
L’opera non allude solo un edificio, ma un vasto e denso campo simbolico, si tratta di un emblema molto potente, tanto conosciuto quanto ricco di significati.
Il pensiero maturato dell’artista intorno alla Torre è una visione contemporanea in una metafora sempre attuale dell’arrogante pre-potenza umana.

“Suffragette city” è un’opera realizzate nel 2024 da Maurizio Ganzaroli. L’artista ha inventato e applicato a quest’opera d’arte una nuova tecnica denominata de-strutturazione del soggetto.
Un soggetto che non si risparmia nel raccontare la sua tecnica e in numerose conferenze ha spiegato come utilizza questa scoperta che applica su tela e contemporaneamente come ha raggiunto la perfezione nell’esecuzione.
Ganzaroli è innovativo e la tecnica rappresenta un’evoluzione artistica importante nella storia dell’arte e sono notevolmente in evidenza nei soggetti da lui rappresentati.
L’opera trasporta e sensibilizza l’osservatore attraverso l’anima catturata dei personaggi ritratti su tela.
Una tecnica che è il risultato di anni di studio, lavoro e sperimentazione affinato negli anni dall’artista che ha presentato in esposizioni artistiche numerose opere d’arte durante la sua carriera che quest’anno segna il cinquantesimo nell’arte.
Eclettico e camaleontico definito poliedrico perché poeta, scrittore, video artista e pittore, si presenta costantemente sul mercato con nuove opere d’arte e condivide con altri i suoi numerosi pro-getti artistici.
L’artista è in continuo fermento e raramente non crea materiale che immette in rete e a disposizione di chi lo segue da anni con l’arte contemporanea che propone.

Giacomo Mozzi, un fotografo che, nelle molte branche di questa disciplina, riesce a dedicarsi alla fotografia intesa come forma d'arte. Lui non costruisce quadri, ma riesce a creare dei progetti con degli elementi che si disciplinano all'interno del rettangolo di scatto mediante una composizione non casuale e che al suo interno racchiude sia pienezza sia vie di fuga, riuscendo a garantire anche un ampio respiro all'interno dell'opera. Le opere sono bilanciate al proprio interno e riescono sapientemente a far capire allo spettatore il messaggio che intendono lasciare. Allo stesso tempo, però, molte di esse non sono fini a loro stesse, ma fanno parte di un progetto più ampio nel quale l'autore vuole racchiudere più di un semplice significato superficiale, ma diverse tematiche a lui care.
L'analisi strutturale dell'opera di Mozzi e la definizione che vuole dare ogni volta al soggetto o all'insieme non è casuale e di facile percezione. Ogni fotografia al suo interno, oltre ad un messaggio, ha una sua struttura creativa che permette di creare delle chiavi di lettura diverse a seconda di chi osserva la foto e del suo stato d'animo. La fotografia diventa così per Mozzi un contorno piacevole che con passione ha fatto diventare il suo lavoro spinto dalla sua curiosità e voglia di sperimentare applicato a una possibilità di conoscenza dove vede la possibilità di tramandare qualcosa del tempo in cui sta vivendo.
Per capire questo artista bisogna andare in Versilia, nella terra dove è nato e dove vive, che spesso lascia per impegni di lavoro.

L’opera “Paesaggio industriale abbandonato” è la copertina del libro dedicato al collettivo SIL.MAT editato nel 2024.Un’opera realizzata con carboncino, china, matita, gessetti che il collettivo lavora sino al termine del lavoro. Raccontano che per l’esecuzione di questo lavoro su carta sono servite centoventi ore di lavoro. Il collettivo varia materiali e supporti durante la realizzazione delle opere in base al soggetto da rappresentare e all’idea da sviluppare.
Sostengono che: “In un periodo storico, dove l’apparire è l’unica condizione in cui molti s’identificano, preferiamo la strada dei non social e adottiamo la carta stampata per un valore aggiunto e una traccia storica dei nostri lavori”.
Ci sono diversi artisti famosi, soprattutto nel campo della street art e della musica, che preferiscono rimanere anonimi, i più noti sono Bansky, street art, e gruppi come Dark punk, musica. Ritengo che il rispetto per la loro decisione sia fondamentale in democrazia.
L’anonimato può essere una scelta artistica per mettere in risalto l’opera e non la persona, creare mistero, o per motivi di sicurezza come nel mio caso. Le realtà artistiche per cui è chiesto l’ano-nimato varia anche nel loro stile; Sia,cantautrice australiana, spesso usa parrucche per coprire il viso durante le esibizioni, concentrando l’attenzione sulla sua musica e Marshmello, DJ e produttore, è noto per il casco a forma di marshmallow che indossa celando il suo volto.

L’opera “Laguna ghiacciata” è realizzata dall’artista veneziana Fabiana Toffano. I suoi inconfondibili personaggi sono avvolti da vortici fissati con tratti decisi.

Stile e pittura sono in continua evoluzione sulle tele di Toffano ed è evidente nell’opera presentata un risultato di ricerca nei colori e negli spazi. Fantasiosi personaggi del passato che volteggiano in un paesaggio tipico della laguna e che ci fanno sognare un’epoca diversa da quella vissuta.
Un’artista, fin dalla sua giovane età manifesta un’inclinazione naturale verso tutto ciò che è arte e che interrompe solo per brevi periodi dedicandosi alla famiglia. Da sempre propone e crea opere innovative attraverso una forma espressiva a lei riconducibile che, possiamo ampiamente apprezzare in questa recente creazione.
Ho lavorato in questi anni con l’artista in un percorso artistico importante, che le ha consentito di diventare protagonista di mostre personali nel contemporaneo, attraverso la documentazione in libri e pubblicazioni di rilievo, ricevendo numerosi apprezzamenti dal mondo dell’arte contemporanea e da operatori del settore.
L’arte di Toffano torna sempre a descrivere i luoghi dove è cresciuta e vive ma ogni volta sorprende con personaggi e paesaggi.

INCONTEMPORANEA 2026 Emilia Romagna, presso Palazzo della Camera di commercio Ferrara Ravenna, Largo Castello, 10 – Ferrara, inizio lavori domenica 29 marzo ore 10:00, ingresso consentito dalle ore 9:45 sino ad esaurimento posti.