Gino Severini in mostra: ne parla Daniel Mannini

Arte

Palazzo Casoli, Museo dell'Accademia Etrusca, Cortona, AR, 0575, Italia
28/07/2026 - 01/11/2026

Fino al 1° novembre 2026, presso Palazzo Casoli (Museo dell'Accademia Etrusca e della Città di Cortona) nel cuore della suggestiva Cortona, è allestita una preziosa e pregiata mostra antologica di levatura internazionale, in occasione dei 60 anni dalla morte del maestro esimio Gino Severini (portavoce e promotore autorevole delle alchimie e delle commistioni tra culture, linguaggi e visioni del Novecento). Severini è nativo della città toscana e rappresenta senza dubbio una posizione di protagonista virtuoso delle avanguardie artistiche europee dell'epoca, nonché del movimento futurista, del quale è stato convinto sostenitore e dal quale è stato ispirato nella sua fervida vocazione creativa. La mostra dal titolo simbolico molto significativo e pregnante “Gino Severini. Modernità come dialogo” offre una rivisitazione fertile e feconda del percorso artistico e anche umano ed esistenziale, evidenziando il ruolo nevralgico svolto da Severini in qualità di mediatore e intermediario tra proiezioni e prospettive differenti, ovvero in particolare tra Italia e Francia, tra tradizione e innovazione, tra avanguardie e classicità, tra arte moderna e dimensione spirituale. Sono in esposizione oltre 80 opere tra dipinti, disegni, documenti e materiali d'archivio provenienti da rinomate strutture museali italiane ed estere (tra cui il Centro Pompidou di Parigi, l'Estorick Collection di Londra, il Museo del Novecento di Milano, la Pinacoteca Vaticana, il Mart di Rovereto), nonché da importanti collezioni private. Il percorso futurista compiuto da Severini viene articolato in cinque distinte sezioni, che definiscono le tappe primarie e fondamentali dell'evoluzione sperimentale. Dalle esperienze in età più giovane accostabili al Divisionismo e ai primi anni parigini, passando attraverso il Futurismo e l'intreccio in commistione con il Cubismo, fino al ritorno al Classicismo e alle profonde e intense riflessioni sulla relazione di connessione tra arte e architettura. La mostra delinea al meglio la speciale identità peculiare di questo illustre artista, capace di mettersi in continua e costante modalità di confronto con le sfide del proprio tempo, restando sempre comunque fedele a se stesso e ancorato ai propri ideali e valori cardine imprescindibili e inderogabili. Viene inoltre fatta emergere la particolare corresponsione di scambio sinergico tra Severini e alcuni dei più accreditati protagonisti della sfera culturale europea del Novecento (Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carra, Pablo Picasso). Un'ulteriore meritevole spinta di approfondimento è dedicata alla produzione religiosa e monumentale risalente al periodo più maturo e avanzato, scaturita da nuove ricerche in campo scientifico. All'interno del comparto espositivo è stato perfettamente ricreato e ricostruito per la prima volta, con un'elaborazione certosina e doviziosa, il focus di questa fase artistica e dell'impegno ragguardevole nella decorazione di murali custoditi in numerose chiese della Svizzera francofona, tra gli anni '20 e '40, che delineano il suo concreto tentativo di unificare e conciliare linguaggi moderni e tradizione cristiana, alimentando una sintonia positiva. La mostra si chiude simbolicamente con il ritorno di Severini a Cortona, la sua amata città natale con la quale la simbiosi emotiva ed emozionale non ha mai rallentato e scisso il legame stretto di sincero affetto radicato. Su questa esposizione davvero interessante e stimolante è stato interpellato il promettente artista emergente Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it) intervistato dalla dottoressa Elena Gollini per esprimere il suo pensiero al riguardo.

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