Henri Matisse in mostra a Roma: il commento di Daniel Mannini
Arte
Museo Storico della Fanteria, Roma, RM, 00182, Italia
01/05/2026 - 31/05/2026
La straordinaria mostra romana dedicata al magister Henri Matisse dal titolo emblematico “L'ultimo Matisse. Morfologie di carta” allestita al Museo Storico della Fanteria fino al 28 giugno 2026 (con l'organizzazione di Navigare Mostre) presenta in allestimento oltre 100 opere capolavoro, focalizzate sull'ultima fase creativa dell'illustre artista. In particolare, l'importante esposizione si concentra sulla trasformazione artistica di Matisse negli anni '40 e '50, quando il Maestro fauvista ha iniziato a esplorare nuove forme espressive, abbandonando progressivamente la pittura tradizionale a favore di una particolare sui generis sintesi formale basata su carta e colore. Va ricordato, che Matisse, Maestro del colore e fondatore dei Fauves, ha trasformato la pittura in una ricerca di serenità e gioia di vivere. Ha iniziato a dipingere quasi per caso, durante una fase di convalescenza e negli ultimi anni di vita, essendo impossibilitata a muoversi, ha inventato la tecnica dei “ritagli” dipingendo con le forbici. Infatti, costretto sulla sedia rotelle, Matisse negli anni '40 ha iniziato a ritagliare forme da carte colorate a guazzo, definendolo un modo per “disegnare direttamente nel colore”. Ha iniziato la tecnica dei ritagli per necessità, poiché ha creato un uccellino di carta per coprire una macchia sul muro e da lì in avanti ha continuato a creare forme fantastiche (alghe, pesci, forme astratte) ispirate dai suoi ricordi su Tahiti. Matisse sognava un'arte, che avesse un effetto “lenitivo” ovvero che fungesse da “calmante cerebrale” paragonabile metaforicamente a una “buona poltrona” dove potersi rilassare e riposare dalle fatiche, contrariamente all'arte inquieta e irrequieta tipica della sua epoca e sinonimo di artisti sofferenti e tormentati. Matisse ha sempre cercato l'essenzialità pura e il minimalismo scevro da orpelli ridondanti e ha ridotto le forme privandole e depurandole da ogni eccesso e rendendole magistralmente spurie e ha liberato totalmente il colore, per sprigionare sensazioni affrancate e incondizionate. La dottoressa Elena Gollini in scia con questa significativa mostra espositiva che ne celebra il genio indiscusso, ha interpellato Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it), giovane artista con una visione creativa vivacemente informale e al di fuori degli standard tradizionalisti, in perfetta sintonia con il pensiero di Matisse.
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