“IL MIO CANTO LIBERO” videoarte di Rossana e Teresa Coratella per l’8 Marzo

Arte, Arti Performative, Altro

Online, Roma, RM, 00146, Italia
08/03/2025 - 10/03/2025

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, 08 Marzo 2025, l’Associazione Aci&Galatea-Roma decide di promuove un progetto socio culturali dedicato alle donne, attraverso una video art ideata e interpretata dalle artiste Rossana e Teresa Coratella, come omaggio alla figura della donna creatrice e custode della natura.
L'opera dal titolo “Il mio canto libero” è ispirata alla famosa canzone di Lucio Battisti, da cui le artiste sperimentano e reinterpretano gli opposti concetti di libertà e prigione dal punto di vista del ruolo femminile nella società contemporanea. Nell'era in cui persistono ancora tabù e disuguaglianze, diventa importante riaffermare e sostenere il tema della questione femminile. Le artiste si fanno portavoce di un messaggio potente: la donna, madre di tutto, può finalmente riconnettersi con la sua vera identità, può ricongiungersi alle sue radici che metaforicamente rappresentano quelle di tutta l'umanità, figlia della madre terra.
Dove arte e natura si incontrano, il legame profondo tra donne e mondo diventa un invito a riflettere insieme, per ispirare e scuotere le coscienze, affinché tutte le donne possano riappropriarsi della propria voce.
Attraverso immagini evocative e una narrazione poetica, Rossana e Teresa Coratella ci accompagnano in un viaggio che celebra la forza, la vulnerabilità ma anche la resilienza delle donne.

Promossa dall’Associazione Aci&Galatea-Roma

Video Art di Rossana e Teresa Coratella (testo poetico di Rossana Coratella)
Voci di Rossana Coratella e Tiziano De Deo | Musica interpretata da Martin Coco
Canto interpretato da Marilù Arena | Direttore della Fotografia Gabriel Cash

IL MIO CANTO LIBERO

(Pietre un giorno case)
In un mondo che esilia le donne
dietro ai vetri sbiaditi di terre promesse
anche l’ultima nuvola ha cessato il suo pianto
E il fiore è morto
(boschi abbandonati)
Tra le mani d’argilla
che grattano il cielo di pietra,
digiuno anch’esso di nome e di tratti,
(In un mondo che, non ci vuole più)
Così, pure la sottilissima polvere fa già parte dell’aria,
contro la lingua dei poeti,
abbracciati al Sole, prima che i raggi si trasformino in frecce di luce
(Nasce in mezzo al pianto)
Sull'odore delle piccole cose
che bruciano di più,
E che insieme alzano un altissimo rumore
Nel tutto che torna:

(pietre un giorno case, rivivono
I boschi abbandonati e perciò sopravvissuti vergini,
Si aprono)
Mentre nel grembo di una donna
è già cresciuto il fiore,
cento terre,
mille foglie
Ogni figlio
Tutti i figli
In un mondo che,
prigioniero è
respiriamo liberi
io e te