La dodicesima casa
Arte, Altro
Sotoportego del strologo, 2048 Calle Larga Vendramin, Venezia, VE, 30121, Italia
28/03/2026
VENEZIA — Sabato 28 marzo, gli spazi del San Marcuola Atelier Gallery (SMAG) a Cannaregio ospiteranno La dodicesima casa, evento conclusivo del ciclo espositivo nella sede storica dello studio. Protagonista di questo ultimo atto è il collettivo artistico NO DAMAGE, che porta le voci della ricerca emergente in un luogo simbolo del sestiere, segnando un passaggio di testimone a una nuova generazione di creativi. Il progetto presenta le opere di cinque artisti — Maria Amendola, Indiara Di Benedetto, Gaia Ghioni, Lena Melis Koneberg e Antonio Milano — chiamati a confrontarsi con i temi della spiritualità, del rituale e dell'occulto. Attraverso una lente contemporanea, i lavori in mostra rileggono e omaggiano la sacralità e la stratificazione storica locale.
Dal 2019, SMAG rappresenta una realtà poliedrica nel panorama veneziano, operando come studio, laboratorio e galleria. Dopo anni dedicati a promuovere la ricerca di artisti nazionali e internazionali, i fondatori Michèle e Marc Giloux hanno scelto di trasferire l'attività a Mestre a partire da aprile. Per salutare lo storico spazio di Cannaregio, lo studio ha invitato il collettivo NO DAMAGE a curare l'evento finale. La scelta segna un'eccezione nella programmazione abituale della galleria, solitamente rivolta ad artisti affermati, e nasce dalla volontà di offrire una piattaforma di visibilità a voci emergenti.
Fondato da Szonja Szurop e Chiara Christina Baumgärtel, il collettivo NO DAMAGE promuove una programmazione sperimentale volta a sostenere le pratiche artistiche emergenti attraverso interventi temporanei radicati nel tessuto sociale veneziano. Per questa occasione, il collettivo ha invitato gli artisti a confrontarsi con la memoria storica del luogo, segnata dalla presenza del Sotoportego del strologo. Secondo la tradizione locale, il toponimo rimanda agli astrologi che risiedevano nell'area in epoca medievale: figure che, grazie alle singolari dinamiche sociopolitiche della Serenissima, godevano di una libertà tale da poter esplorare non solo ambiti scientifici, ma anche pratiche occulte e alchemiche.
Sebbene le tracce materiali degli antichi sapienti di Cannaregio siano svanite, il progetto mira a riattivare l'eredità spirituale attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. In questa visione, la figura dell'astrologo trova un parallelo diretto in quella dell'artista: entrambi sono mediatori di una conoscenza "altra", capaci di tradurre i segni dell’invisibile in visioni concrete. Questo legame con l'astrologia si riflette nel titolo della mostra, che richiama l'ultimo settore dello zodiaco. "La dodicesima casa presiede al misticismo, all'inconscio e alla fine dei cicli", spiega la curatrice Szonja Szurop, "rappresenta i segreti, la liberazione spirituale e la resa consapevole. È la metafora perfetta per onorare la storia di SMAG, trasformando la chiusura dello spazio in continuità artistica attraverso il trascendentale."
Le opere in mostra sono il risultato di una open call, con la quale NO DAMAGE ha selezionato cinque artisti che abitano gli spazi interni ed esterni di SMAG con installazioni, sculture, dipinti e video. L’apertura del 28 marzo prevede inoltre un’attivazione partecipativa: dalle 14:00 alle 16:00, il pubblico potrà partecipare a un laboratorio di cianotipia a cura dell’Associazione Xinciso, sperimentando una tecnica di stampa fotografica dalle sfumature alchemiche. La mostra proseguirà fino a tarda sera, accogliendo i visitatori per un aperitivo alle ore 19:00 che si terrà nel giardino del Sotoportego del strologo, celebrando collettivamente la conclusione di questo capitolo del luogo.



