La Femminella – Le vie dell’acqua
Arte, Arti Performative, Architettura
Piazza Vittorio Veneto 9, Castelnuovo di Porto, RM, 00060, Italia
21/03/2026 - 22/03/2026
In occasione della straordinaria riapertura al pubblico dell’Antico Lavatoio ‘La Femminella’ — restituito alla comunità dopo oltre dieci anni grazie al restauro promosso dall’Amministrazione Comunale di Castelnuovo di Porto — il 21 marzo sarà presentato il progetto ‘Le Vie dell’Acqua’. L’iniziativa, firmata dall’artista Annalinda Maso e curata da Giulia Marcellini, celebra questo atteso ritorno attraverso un dialogo tra installazioni site-specific e performance dal vivo, capaci di intrecciare memoria storica e linguaggi contemporanei.
Per secoli il lavatoio è stato un luogo centrale nella vita della comunità. Qui le donne si incontravano per lavare i panni, ma anche per raccontarsi storie, condividere notizie e tramandare racconti che mescolavano realtà e immaginazione. Tra questi, quello della Femminella è rimasto uno dei più evocativi.
Secondo la tradizione, nelle ore più quiete della sera una figura femminile continuerebbe a muoversi tra le vasche di pietra. C’è chi racconta di aver sentito il suono dei panni battuti sull’acqua quando il lavatoio era ormai deserto, chi parla di un canto leggero o di passi appena percettibili. La Femminella, si dice, sarebbe lo spirito di una giovane donna legata a quel luogo e alla sua storia.
L’installazione comprende teli dipinti e videoproiezioni, creando un dialogo tra passato e presente. Presentato a Castelnuovo Fotografia 2024, Rocca di Albornoz Narni 2025 e Circuiti Dinamici Milano 2025, il progetto ha suscitato l’ attenzione della critica con varie recensioni. Il momento simbolico di questa rinascita sarà il 21 marzo alle 10:00, quando, insieme al FAI cittadini e visitatori saranno coinvolti in un’azione di arte partecipativa: verrà srotolato un lungo filo che unirà idealmente la Rocca Colonna all’Antico Lavatoio.
Un gesto semplice ma potente, pensato per collegare due luoghi simbolo del paese e per intrecciare storia, memoria e partecipazione collettiva. Il filo rosso diventerà così una linea fisica e simbolica che attraverserà il borgo, accompagnata dai passi dei visitatori che prenderanno parte all’iniziativa.




