Le donne del MITO

Arte

Piazza Sant' Eframo Vecchio, Napoli, Na, 80137, Italia
14/07/2021

Dai giardini alla corte per poi giungere alla rimessa, passando attraverso l’atrio e scivolando fra le sale consecutive fino a giungere alla limonaia: le opere di Teresa Cervo, Valeria Corvino, Antonella Lucarella Masetti, Viviana Rasulo e Antonella Romano come un filo di Arianna si sono legate le une alle altre.

Essenza scolpita.
Valeria Corvino è un'artista italiana con sede a Napoli.
La scultura romana, la familiarità quotidiana con frammenti di storia, il palinsesto architettonico del suo territorio sono i suoi primi 'maestri', insieme a tutta la passione mediterranea per i segreti dell'anatomia e della bellezza del corpo umano.
Dopo aver frequentato l'Accademia di Belle Arti 'alla scuola' di maestri come Gianni Pisani, Armando De Stefano, Gerardo Di Fiore e Franco Mancini, per approfondire lo studio dell'immagine, partendo dall'analisi della forma nella sua massima espressione, significato naturale, l'artista ha deciso di avvicinarsi alla fotografia, frequentando un corso diretto da Mimmo Iodice, maestro indiscusso della fotografia artistica.
L'occhio di Valeria Corvino è come l'obiettivo fotografico che seleziona i corpi catturandone l’essenza. Con uno stile che si ramifica tra tecniche di pittura come olio su tela, tecnica mista su carta, disegno, incisione, aderisce sempre ad un rigoroso formale obiettivo di armonia e grazia.
Da qui la sua formazione ad un linguaggio artistico personale e riconoscibile che si dimostra sempre fedele ad alcuni rigorosi principi formali ed estetici. Le sue opere, costruite in un uso intelligente della luce e del colore e nell'armonica alternanza tra linee e volumi, appaiono accomunate dalla costante ricerca di un canone di 'grazia' e di un antico equilibrio. Attraverso un atto di riconciliazione tra gli stili del patrimonio storico e le allusioni all'estetica moderna, l'artista fa un elogio personale a “proporzione ed armonia”
Confrontando le due tecniche (pittura e fotografia), l'artista è riuscita a perfezionare la sua innata propensione all'equilibrio tra un evento reale e la sua rappresentazione, tra forma e materia, tra estetica e contenuto, tra classicismo e modernità.