L’Eternità dell’Istante: a Sarzana la presentazione del catalogo, primo volume della collana “Sarzana Contemporanea”

Arte, Fotografia

Via Mazzini, Sarzana, SP, 19038, Italia
12/09/2026

SARZANA - sabato 12 settembre, alle ore 17.00, il Teatro Impavidi ospita la presentazione del catalogo della mostra “L’Eternità dell’Istante”, promossa dal Comune di Sarzana. Il progetto di HC Gallery a cura di Roberto Spinetta, riunisce negli spazi sotterranei della Fortezza Firmafede le sculture di Beatrice Taponecco e Pier Giorgio Balocchi. La presentazione del catalogo è un evento inserito nel programma della “Sarzana Summer School 2026” organizzata dall’associazione culturale Startè.
Il volume - testi critici di Roberto Spinetta, fotografie di Laura Veschi - è pubblicato da Sagep Editore e HC edizioni ed è il primo numero della collana “Sarzana Contemporanea”. Le immagini di Veschi non si limitano a documentare le opere: restituiscono il dialogo che le sculture instaurano con la pietra della Fortezza, un luogo dove, si legge nel catalogo, “il tempo si misura in secoli e non in ore”.
La mostra nasce dall’incontro di due linguaggi distinti che condividono una stessa tensione: sottrarre al tempo un istante che, in natura, dura un solo respiro. Nel marmo di Balocchi il gesto umano - un panneggio, il fremito di un cipresso attraversato dal vento - diventa memoria permanente; nelle opere di Taponecco la materia coglie la natura nell’attimo della sua metamorfosi, una foglia che si apre, un petalo che si incurva.
Alla presentazione del catalogo seguirà una tavola rotonda sul mondo dell’arte che prende le mosse dal tema della mostra per allargare lo sguardo alla scultura contemporanea, alla critica e al territorio.
Intervengono Giorgio Borrini, assessore alla Cultura del Comune di Sarzana, gli artisti Beatrice Taponecco, Pier Giorgio Balocchi e Filippo Tincolini, la fotografa Laura Veschi, e con i contributi di Alessandro Romanini (Docente Accademia di Belle Arti di Carrara, curatore, critico d’arte), Massimo Bertozzi (Critico e storico dell'arte), Mirco Taddeucci(curatore), Paolo Asti (manager culturale, curatore), Claudio Rocca (Docente all’Accademia di Belle Arti di Firenze) e Federica Poli (Professoressa Storia dell’Arte).
Al termine dell’incontro verrà formalizzata la donazione al Comune di Sarzana dell’opera “Luna sopra Sarzana”, realizzata per la prima volta a quattro mani da Taponecco e Balocchi: la luna dello stemma cittadino posata sul cuscino di marmo. È l’unica opera della mostra a non tornare in uno studio: resterà per sempre a Sarzana, entrando a far parte del patrimonio della città.
“Il marmo di Beatrice e Piergiorgio non insegue l’eccezionale: ferma il gesto più consueto, quello che accade ogni giorno sotto i nostri occhi, e per questo commuove. Con questo volume e con la tavola rotonda del 12 settembre proviamo a fare, con le parole, la stessa cosa che il marmo fa con la materia: dare una forma che resti a qualcosa che, altrimenti, si perderebbe.” - Roberto Spinetta, curatore della mostra e del catalogo.

Beatrice Taponecco, nasce a Sarzana nel 1987, è laureata in Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara ed è Accademica d’Onore della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze dal 2024. Vive e lavora a Carrara nel suo atelier a Torano.
La poetica di Beatrice Taponecco parla di forme che sappiano esprimere la delicatezza, la forza ed in particolare modo le emozioni che l’occhio e la sensibilità dell’artista colgono attraverso l’osservazione diretta della natura. Le sue opere sono qualitativamente e tecnicamente portate alla massima compiutezza, con un concetto di estetica legata all’astrattismo lirico nel quale si riconosce e che cerca di portare avanti traducendo in marmo frammenti di natura. Le sculture in marmo che lei realizza personalmente a taglio diretto e di cui ne segue direttamente l’intero processo di lavorazione, si librano nello spazio attraversate dalla luce e ne compenetrano i raggi. Ciascuna opera è realizzata in esemplare unico.
Beatrice crea direttamente dal blocco di marmo, con una ricerca che partendo da un dato naturale si articola su eleganze squisitamente formali.
Fa parte della cosiddetta Scuola di Scultura Apuo-Versiliese, comprensorio che tra Carrara e Pietrasanta dagli anni ’60 in poi ha visto all’opera Maestri della Scultura Internazionale dediti al marmo.
Ha ottenuto riconoscimenti in concorsi di scultura nazionali e internazionali e tenuto mostre personali e partecipato ad importanti collettive. Si posso citare tra le altre le personali “A Tu per Tu. Beatrice Taponecco – Piergiorgio Balocchi, a cura di Maria Mancini a Carrara nella sede di Palazzo Binelli; “Sentire la Forma”, a cura di Laura Barreca, project-room#1 al mudaC | museo delle arti Carrara; “Venezia Madre” a cura di Paolo Asti e Valerio Dehò; “Forme nel Verde” San Quirico d’Orcia a cura di Carlo Pizzichini, e le collettive “X Premio Fondazione VAF” al Mart- Museo di Arte Contemporanea di Trento e Rovereto ed alla Stedtgalerie di Kiel.

Ha vinto premi significativi, come il Primo Premio al Concorso di Idee per la realizzazione di un’opera d’arte per la cinquina finalista al Premio Strega nel 2019, il Primo Premio Corti Milano2020 per la realizzazione di un’opera monumentale per via Manzoni 48 a Milano ed il Primo Premio del Concorso pubblico Internazionale svoltosi nel quadro del progetto CREW del Programma Interreg Italia – Slovenia 2021 – 2027, per la realizzazione di una scultura pubblica sul confine lato Sloveno.

La sua presenza in ambito artistico è rafforzata dalla partecipazione a simposi internazionali di scultura e alla realizzazione di opere di grandi dimensioni per committenze private.

Espone, selezionata tra i 15 finalisti del X Premio Fondazione VAF, sette opere in marmo alla Stadgalerie di Kiel ed al Mart di Rovereto.

Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private tra cui la prestigiosa Fondazione VAF, e l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. E’ rappresentata dalla galleria HC Gallery di Pietrasanta.

Hanno scritto sul lavoro di Beatrice Taponecco Valerio Dehò, Alessandro Chiodo, Francesco Galluzzi, Piergiorgio Balocchi, Massimo Bertozzi, Bruno d’Udine, Angelo Tonelli, Paolo Asti, Luisa Passeggia, Maria Mancini, Laura Barreca, Cinzia Compalati, Serena Redaelli.

Pier Giorgio Balocchi
Nasce a Siena nel 1954, è professore emerito della Cattedra di Scultura nella Accademia di Belle Arti di Carrara e Membro della Accademia delle Arti del Disegno di Firenze. A partire dal 1975, anno in cui viene invitato alla X Quadriennale di Roma La Nuova Generazione, partecipa a importanti mostre in Italia ed all’estero. Nel 1981 tiene la sua prima personale presso la Galleria Toninelli di Piazza di Spagna a Roma presentato da Enzo Carli, lo storico dell’arte che fin dall’inizio ha voluto occuparsi del suo lavoro curandone ogni aspetto: la scultura di Balocchi “nasce” sotto il magistero di Enzo Carli e fino alla scomparsa del Maestro ne sarà profondamente segnata. In questi anni si lega inoltre di profonda amicizia con Mariano Apa da cui viene invitato alla XLI Biennale di Venezia del 1984 e di seguito alla XI Quadriennale di Roma del 1986. Negli anni 80 espone con la Galleria Toninelli di Roma alla Fiac di Parigi e con le Gallerie Gentili e Guastalla alla Expo Arte Bari ed Arte Fiera a Bologna. Partecipa inoltre su invito di Mario Guidotti, con il quale da allora sarà intensamente legato, a numerose edizioni di Forme nel Verde a San Quirico d’Orcia. Del suo lavoro si occupa amichevolmente anche Pier Carlo Santini che presenta il Catalogo “Balocchi Anni 80”, stampato a Siena con un saggio di Mariano Apa ed una profonda ed affettuosa “lettera” di Enzo Carli. Nel 1988 dopo varie esperienze didattiche ottiene la Cattedra di Scultura nella Accademia di Belle Arti di Carrara. Da questo momento si dedica particolarmente alla scultura in marmo di grandi dimensioni per committenti pubblici e privati. Le sue opere monumentali si trovano in musei e parchi in Italia, Corea del Sud, Spagna, Germania, Siria, Turchia, Marocco.
Nel 1994 cura l’edizione del Simposio Internazionale di Scultura di Fanano di cui sarà poi curatore e partecipante per alcuni anni e da allora partecipa attivamente ai Simposi di Scultura nel mondo.

Nel ‘95 è ancora Mariano Apa ad invitarlo alla rassegna internazionale di Arte Sacra che si tiene nel Braccio di Carlo Magno in Vaticano. Negli anni 90 si sono occupati del lavoro di Balocchi Massimo Bertozzi, che lo ha invitato ad importanti collettive in Italia ed all’estero, e Marco Pierini, con i quali imposta un serrato dialogo sui temi della scultura in marmo e sulle problematiche esecutive e creative.

Espone in numerosissime collettive internazionali d'arte.

È stato Segnalato Bolaffi - Mondadori per la Scultura da Tommaso Paloscia, Enzo Carli, Luigi Lambertini, Flavio Caroli e nel 2007 riceve il Premio “Duccio” a Siena.