Orizzonti Condivisi – Percorso di una collezione
Arte
Villa Filippini, Via Viariana, 14, Besana in Brianza, MB, 20842, Italia
11/04/2026 - 10/05/2026
Orizzonti Condivisi si propone come un viaggio attraverso tempi e culture diverse, un dialogo vivo tra molteplici luoghi e momenti storici. Partendo da artisti di fama mondiale del secondo Novecento italiano, arrivando fino alla scena attuale internazionale - europea, africana, americana e asiatica. -
La mostra rivendica il valore della storia dell’arte come un ricco racconto, un grande viaggio, stimolando l’osservatore a ragionare su quanto, e in che modo, l’arte si sia influenzata nel corso del tempo, e su quanto sia importante osservare da vicino i maestri del passato per poter apprezzare quelli del presente.
Il percorso della collezione si apre nella prima sala, dove sono presenti alcuni tra i protagonisti più significativi dell’arte italiana della seconda metà del Novecento: Mario Schifano, Franco Angeli e Tano Festa, uniti nella stagione della Scuola di Piazza del Popolo a Roma e pionieri del Pop italiano. L’istinto di Schifano, la lotta di Angeli e la contemplazione di Festa hanno ridefinito la cultura visiva del loro tempo, lasciando un’eredità ancora oggi attuale e contemporanea.
Il percorso prosegue con i paesaggi di Michele Cascella, le fiabe di Emilio Tadini, le chiese di Remo Brindisi, le figure di Ernesto Treccani e i tramonti di Tino Stefanoni.
Ci si interroga su come, lontani da ogni corrente e schivi ad ogni rapporto collegiale, questi artisti abbiano saputo esprimere la propria pittura con una sorprendente consonanza poetica, come se avessero condiviso un medesimo maestro. Le sculture, legate da un’invisibile ragnatela, ballano una dolce danza popolare che costringe l’osservatore a posare lo sguardo continuamente da un’opera all’altra, quasi a cercare
tra loro una evidente parentela.
La seconda sala raccoglie e intreccia diverse epoche. Opere del secolo scorso dialogano con lavori contemporanei, mettendo in luce le differenze espressive e le trasformazioni del linguaggio artistico, facendosi insieme testimonianza e specchio dell’inevitabile mutare del tempo.
Dai classici rossi di Aligi Sassu alla pratica del maestro del colore Pino Pinelli. Dall’ironia del poliedrico Roberto Cuoghi fino alla sfrontatezza di Paola Pivi e dell’immancabile specchio di Michelangelo Pistoletto, che ha fatto della superficie riflettente non soltanto una componente formale, ma un elemento concettuale capace di avvolgere l’osservatore, lo spazio e il tempo attorno a lui.
Nella terza sala la collezione subisce un netto cambiamento di rotta, orientandosi su giovani artisti emergenti italiani che, con il loro bagaglio tecnico e con la loro freschezza giovanile, sono velocemente saliti sui gradini della ribalta, restituendo alla pittura italiana il valore che merita. La sospensione fiabesca di Aronne Pleuteri dialoga con la densità dei colori di Pietro Moretti, portatori di un’aura inquieta e vibrante; a queste visioni si affianca la ricerca di Chiara Calore, cui linguaggio simbolico e onirico intreccia suggestioni medievali e barocche innestandole nel presente. Infine, Davide Serpetti, partendo dalla letteratura, conduce un’indagine formale e narrativa sulla figura umana.
La quarta e ultima sala amplia ulteriormente lo sguardo, accogliendo artisti provenienti da paesi e continenti diversi, portatori di storie e culture lontane dalla nostra. Le loro opere offrono una visione talvolta violenta, sospesa tra sacro e profano, e si distinguono per una prospettiva che si discosta dalla matrice
occidentale, mettendo in luce le tensioni sociali e politiche dei contesti di origine. Rappresentazioni sacre, immagini di conflitto, figure grottesche e mostruose, nonché frammenti di quotidianità, conducono il visitatore verso la conclusione del percorso espositivo.

