Sulla Natura del Resto
Arte
via Campi Flegrei, 34, Pozzuoli, NA, 80078, Italia
06/05/2026 - 30/06/2026
"Sulla Natura del Resto" è una serie di opere in tessuto e pelle che indagano il residuo come elemento cardine d’una riflessione sulla natura e come concetto insito nel mondo della produzione.
La pelle degli animali diventa un elemento che ribalta il senso della produzione: Valeria Apicella recupera i resti delle pelli come forme al negativo di oggetti prodotti, e da queste non-forme, senza ritoccare o tagliare le pelli, crea dei collage. I frammenti, cuciti su tessuti e sospesi su delle aste di metallo, costituiscono stendardi che richiamano i temi della natura e dell’umana natura.
Senza volontà interpretativa, gli assemblaggi predispongono alla mera contemplazione degli scarti. Invitano ad un “ecologia della memoria”: ritornare alla natura della materia e a ciò che nel residuo ancora ci parla di forme di vita e di sacralità.
La pratica artistica di Valeria Apicella si associa sempre ad una pratica corporea e politica che passa per l’agire con consapevolezza in relazione ad altri corpi. In questo progetto, il suo corpo affianca il corpo del mestiere, le macchine e tecniche tradizionali, per assemblare due elementi simili e così diversi: la pelle e il tessuto.
I materiali utilizzati per le opere provengono della produzione conciaria artigianale del quartiere di Porta Capuana a Napoli, dove vivo e lavoro. Il processo di creazione ha permesso di tessere relazioni con gli artigiani della zona.
L’indagine sulla pelle nasce dalla pratica corporea: dalla danza al Contact Work alla creazione di opere relazionali in cui l’azione è guidata dal tatto. Experience Collection è una serie di opere partecipative in cui la pelle dell’altro diventa geografia, paesaggio da esplorare, piuttosto che confine marcante una diversità. Nella collezione di esperienze, la performance "Con tatto ti vedo" (2023) mette in relazione due persone attraverso il tessuto connettivo d’un frammento di cuoio. Si tratta di entrare in contatto con un altro corpo toccando una pelle animale e chiudendo gli occhi. Il frammento si fa storia tra individui silenti e non vedenti, lasciando al tatto l’unica risposta.
"Sulla Natura del Resto" ha origine da questa pratica somatica che diventa nelle opere una riflessione sull’ecologia della memoria che la pelle conserva: un ecosomatica.
La mostra presso la Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli diventa un’occasione di mettere sullo stesso piano e nello stesso spazio il sapere tecnico e il rigore scientifico con la consapevolezza corporea e l’azione poetica sulla natura del resto. L’allestimento dispone gli stendardi sospesi attorno a un cerchio centrale. Una comunità di figure fantastiche, nate dalla sopravvivenza della pelle, si specchia in un punto di incontro. La nostra conoscenza si traduce in esperienza sensibile e l’idea stessa della visione si ribalta e ci attira verso un abisso immaginifico. In questo luogo di studio e di ricerca, gli stendardi non sono più simboli di vana gloria ma azione, corpo e pratica dell’ecologia.

