Tulpa Salvation Protocol
Arte
Fondazione Spazio Vitale, via San Vitale 5, verona, verona, 37100, Italia
24/01/2026 - 21/02/2026
UNA CRITICA TAGLIENTE ALLA SORVEGLIANZA DIGITALE DAL 24 GENNAIO ALLO SPAZIO VITALE
E se i mostri di internet fossero entità create dalla nostra attenzione collettiva che si nutrono di like, views e paure online? La mostra Tulpa Salvation Protocol, dal 24 gennaio al 21 febbraio allo Spazio Vitale di via San Vitale 5, trasforma questa idea paranormale in una critica tagliente alla sorveglianza digitale.
Il tulpa, antico concetto tibetano introdotto dai teosofi per indicare un'entità incorporea creata attraverso metodi meditativi, viene così reinterpretato diventando simbolo del sistema mediatico: una forma-pensiero che cresce con l'attenzione dedicata, consumando la presenza umana e espandendosi come un algoritmo virale.
L’esposizione, curata da Anastasia Pestinova, denuncia come i media e la sorveglianza digitale possano trasformare la vita quotidiana in un rituale di esposizione costante. E l’antidoto? Naturalmente l’arte.
Cinque giovani artisti emergenti propongono le loro visioni alternative alla disumanizzazione digitale. Irene Mathilda Alaimo indaga il miracoloso e il paranormale attraverso archivi e pseudo-documentari, Luca Campestri esplora la spettralità delle immagini mediate, Giacomo Erba mette in relazione materiali dell’archivio ufologico con le immagini provenienti da una webcam remota installata in montagna, Gabriele Longega evoca un immaginario alchemico e plutonico per costruire uno spazio liminale, Beatrice Mika Sakaki denuncia vulnerabilità e frammentazione nella sorveglianza digitale con collegamenti a telecamere live su Tokyo e a 64 camere di sorveglianza.
L’esposizione Tulpa Salvation Protocol è connessa allo scopo della Fondazione Spazio Vitale di promuovere riflessioni sulla cultura digitale e sulle alterate percezioni della realtà che può provocare, offrendo l’opportunità di riflettere su come internet crei mostri mentali reali, in un'era di AI e controllo digitale.

