Villaggio globale. Illusione e disillusione

Arte, Fotografia

Via de’ Ginori 9, Corte di Palazzo Barbolani da Montauto & Spazio AMO, Firenze, Firenze, 50100, Italia
09/10/2026

Villaggio globale. Illusione e disillusione
mostra/videoproiezione a cura di Silvia Vannacci
Con le opere di Filippo Berta, Alessandro Destro, Camilla Fatticcioni, Lori Lako, Charlotte
Landini, Daniela Luciani, Robert Pettena, Eleonora Roaro e Na Zhang
Organizzata da Associazione Varianti e Contemporary Matters

Corte di Palazzo Barbolani da Montauto & Spazio AMO
Via de’ Ginori 9, Firenze
9 ottobre 2026
Apertura ore 18:00, ore 18:30 talk, ore 19 videoproiezione
ingresso libero

Associazione Varianti e Contemporary Matters presentano Villaggio globale. Illusione
e disillusione, mostra e videoproiezione a cura di Silvia Vannacci in programma il 9
ottobre 2026 nella Corte di Palazzo Barbolani da Montauto e allo Spazio AMO, Firenze.
L'apertura è alle ore 18:00 con un talk introduttivo alle 18.30 alla presenza degli artisti;
la videoproiezione inizia alle 19:00 e prosegue a flusso continuo fino alle 21:00.
Ingresso libero.
Un mondo senza confini, unificato da media e infrastrutture che ne annullano le distanze: è
la promessa del "villaggio globale"
, espressione coniata da Marshall McLuhan già negli anni
Sessanta per descrivere un pianeta reso vicino dalla comunicazione. Tra gli anni Novanta e
Duemila, con la diffusione di Internet e l'esplosione dei voli low-cost, quell'intuizione si è
trasformata in una vera e propria narrazione di libertà universale: un mondo accessibile a
chiunque, senza distanze né confini. Decenni dopo, la mostra chiede: quanto resta di quella
promessa, e cosa si è invece rivelato, semplicemente, impossibile da mantenere?
Secondo Silvia Vannacci, la curatrice di Villaggio globale. Illusione e disillusione, la
risposta passa innanzitutto dai corpi e dai luoghi. L'idea che tutti possano viaggiare sempre
e ovunque non è mai stata sostenibile: quando il desiderio di viaggiare si lega a un bisogno
di status, le stesse mete diventano tappa obbligata per masse crescenti di visitatori, fino al
punto in cui nessun luogo può più accogliere flussi illimitati senza esaurire, culturalmente e
ambientalmente, la propria ragione di essere visitato.
A questa insostenibilità fisica si affianca una libertà di movimento tutt'altro che
universale: distribuita in modo profondamente diseguale, regolata dal possesso di un
passaporto più che da un diritto condiviso. Alla stessa promessa, e alla stessa disillusione,
risponde anche la rete: immaginata alle origini come uno spazio libero e orizzontale, si è
progressivamente trasformata in un dispositivo di profilazione che costruisce bolle di
contenuti su misura, alimentando un timore diffuso di perdita d'identità, una spinta alla
radicalizzazione, tanto online quanto offline.
Il progetto, organizzato dall’Associazione Varianti con Contemporary Matters, é ospitato
dallo spazio di fotografia AMO e la corte di Palazzo Barbolani da Montauto. Le opere di
Filippo Berta, Alessandro Destro, Camilla Fatticcioni, Lori Lako, Charlotte Landini,
Daniela Luciani, Robert Pettena, Eleonora Roaro e Na Zhang affrontano da prospettive
diverse la stessa promessa infranta: la rigidità dei confini di Stato, la mercificazione dei
paesaggi e delle città, la trasformazione di Firenze sotto la pressione del turismo di massa,
la solitudine della competizione individuale e l'incontro mancato tra culture.