VISIONI SCOMPOSTE

Arte

ATELIER BALDERI, Via Ausonio 20 , Milano, MI, 20123, Italia
23/04/2026 - 13/05/2026

In occasione della Design Week milanese, mercoledì 22 aprile alle ore 18.30 inaugura presso l’Atelier Balderi di Milano la mostra collettiva “VISIONI SCOMPOSTE”, con opere di Marcella Bonfanti, Veronica Picelli e Ruben Spelta, a cura di Gabriele Seno.

L’esposizione indaga i processi attraverso cui l’immagine contemporanea viene costruita, frammentata e ricomposta, tra stratificazioni visive, tecniche ibride e influenze culturali. I tre artisti sviluppano pratiche differenti ma accomunate da una riflessione sul rapporto tra caso, tecnologia e manualità, generando opere in cui la realtà appare articolata in livelli e narrazioni personali.

Nel lavoro di Marcella Bonfanti, la pittura nasce dalla ripetizione di un segno che, moltiplicandosi, costruisce l’immagine. Questo processo richiama una logica arcaica di tessitura, in cui il gesto reiterato diventa ritmo e forma. Il tempo è parte integrante dell’opera: la superficie si sviluppa lentamente attraverso una pratica quasi meditativa. Da queste trame emergono paesaggi sospesi e, nelle opere più recenti, presenze animali frontali e archetipiche che instaurano un dialogo diretto con lo spettatore, evocando un legame originario tra uomo e natura.

La ricerca di Veronica Picelli si articola invece attraverso un linguaggio che unisce figurazione, cultura visiva popolare e riflessione filosofica. Partendo da immagini preesistenti, l’artista le scompone in macro-pixel e moduli geometrici, costruendo superfici stratificate dove pittura, serigrafia e strumenti digitali convivono. Dai fondi scuri emergono figure evocative, frutto di processi di sedimentazione visiva. Il suo immaginario intreccia riferimenti gotici e medievali con estetiche contemporanee, dando forma a una riflessione sugli stati interiori e psicologici.

Ruben Spelta sviluppa invece un processo basato sulla casualità e sull’esplorazione del web: immagini raccolte online vengono selezionate e ricomposte in nuove configurazioni, acquisendo significato nel tempo. La sua pittura combina tecniche diverse — dall’olio all’encausto — in un continuo processo di sperimentazione. In alcune opere introduce il negativo fotografico, invitando lo spettatore a utilizzare lo smartphone per rivelare l’immagine, rendendo la tecnologia parte attiva dell’esperienza.

In “VISIONI SCOMPOSTE” la frammentazione diventa metafora dello sguardo contemporaneo. Le opere invitano a rallentare, ricostruire e interrogare le immagini, esplorando le relazioni tra memoria, immaginazione e percezione. La pittura si configura così come uno spazio aperto, instabile e in continua trasformazione, in cui il significato si ridefinisce attraverso lo sguardo di chi osserva.