Vito Carta e Francesca Pavesi: Figurazione 2.0

Arte, Fotografia

Spazio E, Alzaia Naviglio Grande, 4, Milano, Milano, 20144, Italia
26/05/2018 - 06/06/2018

Comunicato Stampa
Vito Carta - Francesca Pavesi
FIGURAZIONE 2.0 Due personalità a confronto

Si inaugura sabato 26 maggio 2018, alle ore 17, presso allo Spazio E di Milano, Alzaia Naviglio Grande, 4, la doppia personale di Vito Carta e Francesca Pavesi intitolata “Figurazione 2.0”, a cura di Virgilio Patarini e con l’organizzazione di Zamenhof Art.
Di ciascuno dei due artisti saranno presentate sette opere recenti di medio e grande formato che indagano le possibilità di una figurazione contemporanea in bilico tra un recupero di spunti classici e una declinazione contemporanea, tra fotografia e pittura. A completare il percorso nell’ambito di una figurazione contemporanea e a tratti post-moderna anche due opere ciascuno di due artisti “ospiti” ovvero il curatore stesso della mostra Virgilio Patarini e la direttrice della galleria Valentina Carrera. Entrambi gli artisti saranno in mostra con le stesse opere in una analoga esposizione nel mese di luglio alla Muef Art Gallery di Roma.

Qui di seguito una presentazione dei due protagonisti
Per il programma degli eventi di queste settimane allo Spazio E clicca qu e scorri verso il basso
https://www.zamenhofart.it/

VITO CARTA NOTA BIOGRAFICA
Vito Carta è nato nel 1957 a Milano, dove ha a lungo vissuto e lavorato. Attualmente risiede in un borgo sui colli piacentini. Ha svolto e svolge la professione di fotografo free-lance professionista. Costantemente e volentieri al margine del discorso ‘produttivo’ come fotografo, a causa delle personali ispirazioni ed esigenze artistiche, nel 1995 imbocca la strada artistica esponendo per la sua prima mostra al Centro Lavoro Arte di Milano. In seguito concentra l’attenzione sulla costruzione di un dialogo più diretto possibile e spontaneo con lo spettatore delle sue immagini. Non impantanato nei nuovi immensi orizzonti delle possibilità digitali, senza rifiutare la tecnologia, ma rivolgendosi allo studio della pittura per esprimer meglio la tensione comunicativa, sceglie la via di una fusione sintetica fondata sulla necessaria e vitale pratica espressiva manuale, senza mai abbandonare o disconoscere la matrice di suo universo artistico che è nato dalla fotografia. L’esigenza di una sempre maggiore espressività si convoglia sul versante stilistico verso il tema della labilità dell’immagine e della realtà, sempre vissuta come ricordo autobiografico, e sul versante contenutistico, idealmente contrapposto, verso una esasperazione ‘violenta’ dell’emotività. Numerose le collaborazioni editoriali, con la realizzazione di tavole illustrative, come ad esempio per la De Agostini di Novara e l’illustrazione di volumi per la Cedam. Tra le molte esposizioni personali e collettive degli ultimi anni si segnalano, à rebours: nell’aprile del 2017 la personale alla Galleria ItinerArte di Venezia; nel 2016 la collettiva “Contro un vizio” allo Spazio Zerouno di Barletta, e le collettive tematiche “Trans-Figurazione” alle Grotte del Boldini a Ferrara e “Dramatis Personae” a Castel dell’Ovo a Napoli; nel 2015 le mostre personali a Palazzo Racchetta nell’ambito del Ferrara Art Festival, a Milano allo Spazio E sul Naviglio Grande e a Piacenza nel Complesso Museale Ricci Oddi, oltre che la collettiva tematica “Dramatis Personae” a Milano allo Spazio E e allo Spazio Libero 8 sui Navigli e sempre al Complesso Museale Ricci Oddi a Piacenza, e una collettiva allo Spazio Zerouno di Barletta; nel 2014 altre mostre collettive sempre a Palazzo Racchetta per il Ferrara Art Festival e allo Spazio Zerouno; nel 2013 la personale a Torino, alla Galleria 20 e a Milano all’Atelier Chagall e la collettiva “Koinè 2013” alla Galleria Zamenhof di Milano; nel 2012 la personale allo Studio Jelmone di Piacenza, due collettive a Palazzo Zenobio a Venezia (“Discorsi sulla Realtà” e “Koinè 2012), una all’Atelier Chagall di Milano (“Il velo di Maya”)e al MCA di Cannes. Nel 2011 Vito Carta partecipa al Carousel du Louvre a Parigi, al Salon d’Artes Plastiques di Bèziers, alle mostre “Oltre l’infinito” allo Spazio Officina di Roma, “Arte come forma poetica” a Palazzo Racchetta di Ferrara e “Arte e Emocao” a Lisbona, e viene segnalato al Premio Il Segno 2011, dopo essere stato selezionato tra i finalisti. Stesso percorso con selezione tra i finalisti e segnalazione tra i premiati anche all’edizione precedente del Premio Il Segno, nel 2010 (in Giuria, tra gli altri, Rossana Bossaglia e Paolo Levi). Molte le esposizioni personali e collettive anche negli anni precedenti, in gallerie private e spazi pubblici a Milano, Ferrara, Venezia, Parigi, Bologna, Treviso, Agrigento, Bergamo e in tre diverse occasioni (nel 1999, nel 2000 e nel 2007) all’Espace d’art “Mille Feuilles” La Marsa-Tunis.

FRANCESCA PAVESI NOTA BIOGRAFICA
Francesca Pavesi nasce vicino al mare a Viareggio il 29 ottobre 1965.Trascorre qui la sua vita fino al completamento degli studi universitari a Pisa, dove si laurea in Lettere Moderne ad indirizzo artistico con una tesi sull’uso del colore nel cinema di Michelangelo Antonioni. Il vero punto di svolta è rappresentato dal trasferimento definitivo a Milano, nel 1993,dove riesce a sviluppare tutte le sue aspirazioni artistiche coltivate fino ad allora da autodidatta. Studia recitazione e doppiaggio presso il CTA di Milano con Nicoletta Ramorino. Pubblica nel 2000 un piccolo libro di poesie “Come un filo d’erba”, grazie ad Oppure una piccola realtà editoriale romana. In seguito studia canto per circa tre anni con Liliana Olivieri. E’ nel 2012 che approda al suo ultimo “amore” la pittura prima da autodidatta, poi inserendosi nel laboratorio di Peschiera Borromeo con il maestro Fabio Cuman che continua a frequentare. Oltre alle esposizioni di fine corso partecipa alla collettiva degli allievi del maestro a Milano: la mostra “Gli sbucati”- Arte Passante in Corso di Porta Vittoria. Poi una performance live di recitazione e pittura “L’arte è di razza umana” allo Spazio Agorà di Peschiera Borromeo; nell’aprile 2017 a Venezia, Galleria ItinerArte, Mostra Collettiva “Tre personalità a confronto, tra astrazione e figurazione”; nel marzo 2018 Esposizione collettiva DamArs – Museo d’arte e scienza di Milano