What lies on the surface of a weightless space | Bi-personale Iris Kojaman e Luigi di Fabio

Arte

Via Cagliari 65, Villasimius , Cagliari, 09049, Italia
06/07/2026 - 16/06/2026

What Lies on the Surface of a Weightless Space, una riflessione su uno spazio senza coordinate, un dialogo sensibile tra l'artista austriaca Iris Kojaman e il giovane talento emergente Luigi Di Fabio.

Entrambi gli artisti lavorano sulla leggerezza come condizione estetica ed esistenziale operando sulla superficie di uno spazio che non possiede profondità né confini definiti. Un luogo immaginifico e mentale ancor prima che spazio fisico, in cui la materia perde peso e si sospende in un equilibrio fragile che desidera l’eterno. Se per Luigi Di Fabio la leggerezza si ottiene per sottrazione, Iris Kojaman la manifesta attraverso la continua espansione del colore.

Nelle sue opere Luigi Di Fabio riduce il colore all’essenziale. Figure, sfondi e dettagli condividono la medesima tonalità. La tavolozza dell’artista si restringe fino a un unico tono, che annienta l’eccesso e, attraverso minime variazioni di luce e spessore, rivela la profondità e la presenza delle figure. Queste sono levigate, assottigliate, quasi sospese: corpi, animali, palloncini, aeroplanini di carta e creature fragili sembrano sottrarsi alla forza di gravità e restano “congelate” in un attimo di spensieratezza, reso eterno dalla scelta del mezzo e della superficie. È un momento fragile, che per natura è destinato a scomparire. Anche i materiali partecipano a questa missione: la tela grezza, non preparata, riflette e amplifica la sottigliezza del colore, la luce vi passa attraverso; la cornice, dipinta dello stesso tono, non chiude lo spazio ma lo prolunga, lasciando che l’immagine continui oltre il bordo.
Per Di Fabio la leggerezza è frutto di un solo pensiero: il desiderio di fissare ciò che sfugge.

Nell’arte di Iris Kojaman è invece il colore ad essere principio e motore, la forma non lo precede, ne è una diretta conseguenza. La sua tavolozza è ampia, il pennello, così come la bacchetta del direttore d’orchestra, conduce i colori magistralmente, mettendo in scena accostamenti e sovrapposizioni fino a generare forme che nascono dal colore stesso. Nei suoi dipinti i colori sono protagonisti, vibrano di toni che si incontrano, si abbracciano, si separano e danzano sulla tela. Non solo i pigmenti, ma anche piccoli frammenti di carta di uso quotidiano, ritagliati e posizionati sulla tela attraverso la tecnica del collage, arricchiscono di vibrazioni e intrighi le sue opere, rendendole testimoni a loro volta di esperienze vissute che entrano nella sua arte.
Toni accesi e superfici ritagliate convivono in un equilibrio dinamico che sembra non raggiungere mai una forma definitiva. Lo sguardo è invitato a seguire il movimento dei colori più che a cercare un soggetto, come se l’opera restituisse il momento stesso in cui una sensazione prende corpo prima ancora di diventare immagine.

Il confronto tra i due linguaggi genera una stanza visiva in cui leggerezza e sospensione si sommano senza ripetersi. Iris Kojaman dà forma al non-formale con un uso generoso del colore mentre Luigi Di Fabio ottiene leggerezza per sottrazione, trasformando un singolo tono in molteplici piani di leggera profondità.

What lies on the surface of a weightless space dimostra che lo spazio è superficie che sospende, un campo che accoglie figure e oggetti in ambienti senza coordinate, dove minime annotazioni bastano a indicare una presenza e, tuttavia, capaci di reggere la memoria di un attimo leggero.

A Cura di Priscilla Melchionno