Joan Miró in mostra a Napoli: l’omaggio di Daniel Mannini

Arte

Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, Napoli, NA, 80138, Italia
30/04/2026 - 31/05/2026

Nella positiva scia trainante della spettacolare mostra celebrativa con protagonista l'eccelso maestro Joan Miró (allestita a Napoli fino al 26 aprile 2026 con la pregevole curatela dell'esimio Professor Achille Bonito Oliva e l'organizzazione di Navigare Mostre), vale senza dubbio la pena soffermarsi ad approfondire la figura maestosa di questo artista, che ha lasciato una traccia indelebile nel paradigma della grande storia dell'arte universale, andando a forgiare e a formattare un proprio peculiare ed esclusivo stile, assolutamente inconfondibile. Nel suo percorso di ricerca creativa Miró si è distinto per essere stato un estroso rivoluzionario ed è diventato famoso per la cifra espressiva dal gusto onirico e fantasioso. André Breton lo ha definito convintamente “il più surrealista di tutti noi”. È stato descritto come un sognatore eternamente sorridente, che ha vissuto una vita dedita alla pittura e ha fortemente lottato e combattuto per rivendicare la propria libertà artistica e la propria identità connotativa, dopo aver abbandonato un'avviata carriera di contabile. È interessante menzionare anche l'amicizia con Pablo Picasso e con Ernest Hemingway, con il quale condivideva la passione per il pugilato praticandolo spesso. Ha iniziato a dedicarsi interamente all'arte dopo aver affrontato e superato un grave esaurimento nervoso. Amava lavorare in uno studio a Mallorca, spesso camminando direttamente sulle tele stese a terra o sdraiandosi sopra di esse. Non ha mai seguito ritmi creativi standard, lavorando su una stessa opera anche per interi anni, alla ricerca della perfezione. L'amicizia con Picasso durò per tutta la vita. Si conobbero a Parigi nel 1920. Picasso, più anziano di Miró di 15 anni, fu una guida fondamentale nel suo percorso evolutivo di formazione. Si racconta, che quando Miró si presentò la prima volta davanti a Picasso, gli offrì una ensaimada (una torta tipica catalana) della quale Picasso era molto ghiotto e goloso. Jacques Prévert, poeta illustre con il quale aveva un'affinità elettiva, scrisse: “Miró è un innocente con il sorriso sulle labbra, che passeggia nel giardino dei suoi sogni”. Una rappresentazione evocativa davvero calzante per evidenziare il carattere dell'artista amico: creativo, curioso, spontaneo e impavido sognatore. Il giovane artista Daniel Mannini (www.danielmanniniart.it), estimatore della poetica di Miró, ha voluto manifestare il suo apprezzamento in un'intervista fatta dalla dottoressa Elena Gollini.

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