IL TESSITORE DI SOGNI
Arte, Fotografia, Altro
Via Boccacio 39, Milano, MI, 20123, Italia
19/11/2026 - 19/02/2027
FATIMA TAVECCHIO
IL TESSITORE DI SOGNI
MILANO – Il prossimo 19 novembre inaugura a Milano “Il tessitore di sogni”, la prima mostra personale dell'artista Fatima Tavecchio, ospitata presso l’Istituto GP Law (Via Boccaccio 39) fino a fine Febbraio 2027.
L'esposizione prende il nome dall'opera cardine della rassegna (olio su tela, 110 x 70 cm), in cui un bambino, colto di spalle, dà forma ai propri sogni aggiustando una fitta rete da pesca metafora della vita. Il percorso espositivo presenta 18 opere, che sintetizzano gli ultimi 5 anni di ricerca dell'artista tra Italia e Grecia. La mostra offre al pubblico un viaggio visivo immersivo nella sensibilità dell'autrice, spaziando tra fotografia, pittura e ceramica, un invito a rallentare e a riscoprire la fragilità umana.
Inaugurazione mostra
Giovedì 19 Novembre 2026, ore 19.00/21:30
Via Boccacio 39, Milano – GP Law
Giovedì 19 Novembre 2026, alle 19.00, presso lo studio GP Law a Milano si inaugura il Tessitore di Sogni, mostra personale di Fatima Tavecchio.
Fatima Tavecchio è un’artista italiana con un profondo amore per la natura e l’animo umano. Fatima si muove con naturalezza tra pittura, fotografia e scultura, guidata da un'unica e profonda urgenza espressiva. In un'epoca dominata dalla frenesia, in cui le immagini si consumano in un istante, la sua ricerca artistica si configura come un radicale a fermarsi, a rallentare il passo e a imparare a guardare davvero.
La sua arte è, in definitiva, un tentativo profondo di custodire ciò che ci rende umani: il silenzio, la fragilità, la memoria, l'ironia e l'eco di un sentimento che chiede ancora di essere ascoltato.
Formatasi alla Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, — percorso culminato con la collaborazione come videomaker per diverse serie televisive e la partecipazione al Milano Film Festival con il cortometraggio "Uno, nessuno e centomila" l'artista ha strutturato un personalissimo modo di guardare la realtà, che si sviluppa nel tempo attraverso tre linguaggi:
• La Fotografia (Il punto di partenza): Lo strumento iniziale con cui l'artista cattura narrazioni visive nate dal suo background come videomaker.
• La Pittura (L'evoluzione allegorica): La fotografia si trasforma poi in tela a olio. Attraverso tre serie (Quiete-Vibrante e NO).
Nella serie Quiete i paesaggi hanno colori tenui e rassicuranti, mentre nella serie Vibrante il ritratto classico ha una tensione visionaria rivolta al futuro attraverso sfondi futuristici e colori accesi, accostando elementi reali a sottofondi irreali Al tempo stesso, il tratto rimane delicato sui soggetti, assecondando la dignità fiera con cui essi affrontano l'esistenza.
La serie NO: Una presa di posizione contro le ingiustizie e le atrocità dell'esistenza. Emblematica la tela “La madre”, dove lo stucco, l'olio e la resina creano una materia densa: l'abbraccio universale di una madre che si fa schermo totale e barriera umana per proteggere i figli dai colpi della guerra.
• La Ceramica (L'ultimo periodo): L'approdo più recente, dove l'artista usa la scultura per ironizzare con leggerezza sulle fragilità umane e sui vizi del mondo ecclesiastico, attraverso una satira sottile che diverte senza giudicare
A siglare la sacralità e l'unicità di ogni singolo lavoro, l'artista sceglie di non firmare le opere, ma di improntarvi la forma della propria mano.
L’ opera James Bon della serie Vibrante si trova alla galleria Criscontini Contemporary, attualmente l’artista si trova impegnata anche nel progetto di installazione ambientale cinetica, tratto dal suo quadro Past is our Future.
La mostra milanese rappresenta una tappa italiana nel percorso di crescita dell'autrice, che nei prossimi mesi sarà impegnata nello sviluppo di progetti all’estero per le fiere Art Athina in Grecia e Fotofever Paris in Francia [Fotofever Paris, Art Athina]. A queste opportunità si affiancheranno diverse mostre collettive in gallerie di riferimento a Parigi e Berlino.

