“Over the presence”

Arte, Fotografia

Piazzetta San Martino , Campanile del Duomo di San Martino, Pietrasanta, LU, 55045, Italia
07/10/2019 - 26/10/2019

Perché una mostra fotografica al Campanile in Pietrasanta?

Il Campanile, che fiancheggia il Duomo di San Martino in Pietrasanta, attribuito all’architetto Donato Benti, terminato nel 1520, è alto 36 metri con una pianta a base quadrata con lato di 8m. Ha una struttura interna di forma insolitamente cilindrica che presenta quasi la stessa altezza della Colonna Traiana dei romani Fori Imperiali.
Soprattutto colpisce per avere al suo interno una particolarissima scala elicoidale di oltre 100 gradini.
Appena si oltrepassa l’ingresso, si viene accolti infatti da questa meravigliosa scala che, come in un abbraccio, si snoda fino ad arrivare in cima.
Si tratta di un’opera non solo architettonicamente importante ma sicuramente molto suggestiva, Donato Benti infatti, era collaboratore stretto di Michelangelo, tanto che in molti ipotizzano che la costruzione sia opera stessa del maestro Michelangelo. Da qui nasce l’idea di esporre presso il Campanile con una mostra fotografica altrettanto suggestiva dal titolo:
"Over the Presence".
I fotografi coinvolti sono due: Isabella Quaranta e Mauro Mariani, i quali, pur avendo già esposto insieme in diverse collettive, è la prima volta che duettano in una bipersonale in un contesto estremamente particolare.
Soprattutto è la prima volta per entrambi di esporre all’interno di un Campanile di un Duomo. Attenzione, non un Campanile qualsiasi, non un Duomo qualsiasi e non in una città qualsiasi.
Pietrasanta è riconosciuta a livello mondiale come la patria dell’arte contemporanea, Botero, Valdès, Mitoraj, Cascella, Moore, Meggiato e molti altri hanno deciso di lavorarci ed alcuni anche di viverci. Noi l’abbiamo scelta per l’atmosfera che emana ed attrae chiunque si aggiri per la cittadina toscana. Immancabilmente per tutti, sia esperti di arte e non se ne viene attratti. Lo stesso vale per i nostri due fotografi.
Pur conoscendosi infatti, i due autori hanno peculiarità differenti, indispensabili per creare il progetto Over the Presence, dove il mondo onirico, galleggiante, surreale di Isabella Quaranta si interseca, fonde e dialoga con il mondo scientifico, storico e poetico di Mauro Mariani.
Il Campanile non è secondario in questo progetto anzi, semmai è il fulcro dal quale scaturisce questo context fotografico.
Questa scala così imponente, che se fotografata dal basso verso l’alto, al suo culmine assomiglia all’occhio di un pesce, non poteva essere sottovalutata.
Lo spazio entro il quale muoversi per allestire è sicuramente piccolo ed immaginare una presenza ( le fotografie di Isabella Quaranta) che cerca attraverso altri muri, finestre murate, spazi impossibili (le fotografie di Mauro Mariani) di aggirarsi, muoversi, cercare di uscire è immediato.
Riuscirà questa presenza ad uscire fuori?
L’idea del dialogo fotografico nasce proprio da questo pensiero, da due mondi fotografici completamente diversi ma che, se messi a confronto, riescono ad esistere ed a suscitare delle emozioni molto forti.
Non abbiamo alcun dubbio sulla riuscita del progetto, i due autori hanno alle spalle esperienza e mostre impegnative, quello che ci interessa è capire se siano in grado di soddisfare le nostre aspettative.
Dieci fotografie ciascuno per meglio comprendere le possibili implicazioni legate allo Spazio ed al Tempo.

Isabella Quaranta (1985) fotografa torinese si muove ormai da tempo nel mondo della fotografia con eccellenti risultati.
Espone in collettive sia nazionali che internazionali, ricordiamo la sua recente partecipazione al festival internazionale di fotografia ImageNation Paris (2019), al Photofestival di fotografia che si tiene annualmente a Milano (2019).
Chiamata ad esporre in diverse mostre e festival fotografici Isabella Quaranta mostra il suo mondo fatto di sospensioni temporali, di luoghi che tutti almeno una volta abbiamo visitato nei nostri sogni notturni, di atmosfere rarefatte, di micro cosmi onirici dove appunto il sogno, l’immaginazione si mescolano per diventare tutt’uno con la realtà.
Fotografie post prodotte ma talmente efficaci ed ammalianti, da potercisi riconoscere.
Mauro Mariani (1948) biologo, fotografo, “affetto da sindrome di wanderlust” come egli stesso si diagnostica è da decenni all’interno della fotografia.
Espone sia in mostre personali che collettive. Sempre presente al
Photofestival di Milano, in sedi prestigiose come l’Acquario e Civica Stazione Idrobiologica. Ha esposto in diverse collettive all’estero a Edinburgo, Glasgow, Inverness e Dublino.Tiene corsi di fotografia e di scienza. Autore di svariati libri.
Le sue fotografie sono il risultato della combinazione di diversi elementi, l’approccio scientifico ai progetti che lo appassionano senza dimenticare la vena poetica, che contraddistingue i suoi lavori, fusi con la continua ricerca storica.
Fotografie che aprono scenari differenti, più legati alla spazialità temporale, ai mondi architettonici, concreti ma allo stesso tempo sfumati verso orizzonti immaginati o immaginifici.

Claudia Migliore
Curatore