Caloma, il filo che fa comunità
Arte, Musica, Teatro, Arti Performative, Altro
via Costantine, Uggiano La Chiesa, Le, 73030, Italia
25/07/2026 - 26/07/2026
Un filo lega il Bosco delle Costantine al borgo di Casamassella. Un filo da tessere, annodare, ricucire; capace di tenere insieme memorie e gesti, luoghi e persone, paesaggio e comunità. Quel filo è Caloma Festival, nato per legare l’entroterra al mare, come la piccola zattera dell’antica tecnica di pesca da cui prende il nome, e oggi capace di farsi trama culturale, coscienza collettiva, identità presente. Memoria futura.
Ideato e diretto da Katia Manca e Francesca Guida, in prosecuzione al progetto Casamassella – Borgo delle Tessitrici, finanziato dal ministero della Cultura - PNRR conclusosi a giugno - la terza edizione si svolgerà il 25 e 26 luglio in due giornate che consolideranno il dialogo creativo tra il Bosco della Fondazione Le Costantine e Casamassella, frazione di Uggiano la Chiesa ormai conosciuta, appunto, come il Borgo delle Tessitrici.
Cosa rende un insieme di persone una comunità? Caloma risponde costruendo una geografia di opere, performance, installazioni, teatro e musica in cui le relazioni prendono forma come trama visibile. Una comunità riconosciuta nei suoi segni: lettere, fili, voci, silenzi, archivi, corredi, corti, sentieri.
Ecco che l’Albergo delle Lettere di Elena Bellantoni recupera una struttura in disuso trasformando il gesto della corrispondenza in uno spazio da vivere e attraversare: frammenti di lettere e brani epistolari dell’Archivio delle Costantine emergono dalle pareti come tracce permanenti, facendo della scrittura una materia viva, capace di custodire relazioni e restituirle al presente. A farle eco, il giorno successivo a Casamassella, Come Unità di Guendalina Salini: una grande rete multicolore costruita attraverso il gesto condiviso dell’annodare. Le donne della comunità diventano parte attiva dell’opera, dando forma a un intreccio di storie personali e collettive. Dentro questa stessa trama, Fantasmi di Nico Angiuli guarda al borgo all’ora del vespro, quando il paese cambia ritmo e gli spazi pubblici entrano in una condizione di sospensione. Da questa riflessione prende forma il concetto di smarginatura, che si traduce in una performance e due opere complementari: una scultura ambientale in terra battuta, collocata nel bosco e un Disco dei Vespri nella Casa delle Culture del Mediterraneo, che riporta l'ora esatta del vespro a Casamassella per ogni giorno dell'anno, trasformando il tempo del tramonto in un dispositivo di orientamento e memoria.




