inabitati

Arte

Piazza Italia, Nembro, bg, 24027, Italia
13/04/2018 - 10/05/2018

Presentazione a cura di Tomas Lino Tomasoni (Associazione Grumello Arte)

Aperture: Lun 9-12.30/14-19 Mar 9-12.30/14-19 Mer 9-12.30/14-19/20-22.30 Gio 9-12.30/14-19/20-22.30 Ven 9-12.30/14-19/20-22.30 Sab 9-12.30/14-18

Nembro, 30 Marzo 2018

Venerdì 13 Aprile 2018 verrà inaugurata presso il Centro Cultura - Biblioteca di Nembro (BG) la nuova mostra d’arte di Imerio Rovelli, artista scultore, che presenta lavori recenti realizzati con materiali di diverso genere, affiancati ad opere tradizionali in terracotta oltre ad una installazione ambientale di grande effetto emotivo.
Tre serie compositive che sfociano in un contesto condiviso che assume il nome di “inabitati”.

1. Evanescenze ed annientamenti (installazione)
Queste sculture, raffiguranti teste deformate e contorte, rappresentano l’uomo moderno,
che si trova svuotato ed annientato nell’anima. I visi a tutto tondo sono perforati,
straziati, hanno sguardi vacui, perduti nel vuoto.
Le teste poggiano su lastre radiografiche per l’esigenza di contestualizzare la condizione
di precarietà nell’epoca odierna, dove si assiste frequentemente a fenomeni transmigratori.
Una sequela di radiografie che come un immenso mare nero, lascia emergere i visi che
nonostante tutto rincorrono illusorie vie salvifiche, o che esprimono diagnosi allertanti e
aspettative di guarigioni o trasformazioni rapide e mirate.
In questi visi traspaiono segni di violenza subita, fisica e psicologica dovuti ad ogni
forma di prevaricazione e soprusi che portano all’annientamento, proprio come avveniva
nei lager o come avviene tutt’ora nei paesi in guerra, o in altri stremati dalla
fame e dalle malattie. Anche nelle società più ricche la miseria, l’abbandono e la
sofferenza sono sempre più presenti.
In questi volti che mostrano evidenti suppurazioni, ferite, emaciazioni, dovremmo
ricercare le nostre responsabilità, indagando in noi stessi ed attivarci per attenuare o
eliminare i disagi e le sofferenze, che, con un niente, in un istante, possono entrare a far
parte della nostra vita e stravolgerla. E’ sufficiente una malattia, un incidente,
un infortunio, per stravolgerci la vita, avvilirci, annullarci e farci sentire annientati,
frammentati, interrotti.

2. Disabitati.
Sculture di aspetto leggero, trasparente-traspirante che emergono nella loro semplicità per predisporre a una dolcezza devastante, quasi intimidatoria. Sembrano ruderi, ambienti inospitali, sospensioni casuali.
Sembrano ambientazioni spaziali, luoghi irreali della fantasia, dove non ci si può nascondere e forse proprio non ce n'è bisogno.
Sembrano luoghi intimi, separati gli uni dagli altri come lo sono i loro abitanti, come lo siamo noi.

3. Humans.

Sculture raffiguranti cortocircuitazioni interiori. Si tratta di opere in cui si parla, si vede; sono costituite da filamenti che attraversano la testa, il volto, e trattano l'argomento della sfera sociale, del pensiero, dei pensieri, di parole, di sguardi, degli attraversaMenti della memoria dell'uomo, della vita , delle relazioni, di sentimenti, sensazioni, dell'ambito che ci circonda.
Tutte cose che ti possono capitare, coinvolgere, possono attraversare la tua sfera emotiva, sentimentale.
Tutta questa elettricità affiorante, questa adrenalina, questo bisogno di vivere, di relazionarsi, confrontarsi, toccarsi, amarsi, odiarsi, di farsi e disfarsi.
Tutto ciò che è vicino alla nostra persona, alla vita, ci fa girare, vivere, coinvolgere, che ci porta ad essere quello che siamo e non siamo.

Imerio Rovelli lavora in Carobbio degli Angeli (BG) e nel corso degli anni, dopo una formazione tecnica, intraprende, conseguentemente ad un susseguirsi di corsi di pittura, disegno, acquerello, scultura, incisione e manipolazione dell’argilla, una strada artistica personale. Utilizza sia materiali tradizionali che alternativi ed inusuali, elaborandoli in contesti di ricerca delle sensazioni, del vissuto e dell’effimero.
Ha esposto in diversi contesti e luoghi.