KIKKO E ML – mostra d’arte / orge mortali prima e dopo la bomba atomica

Arte

Via privata giuba 19, Milano , Mi, 20132, Italia
15/04/2026 - 24/05/2026

La necessità dell’atto artistico e la spontaneità del risultato che caratterizzano l’arte di KIKKO e di Maria Luisa, permettono di inserire le loro opere nel panorama dell’Art Brut o Outsider Art, il cui tratto distintivo, se uno se ne può trovare, è la genuinità scevra da sovrastrutture.

La pittura di KIKKO, che è sempre stata caratterizzata da colori forti, è giunta ad una fase monocromatica ed essenziale.

Un unico tratto fatto a pennarello nero su un foglio bianco. Figure che emergono dal caos. Segni, occhi, visi, corpi, forse anche parole. Orge mortali dopo la bomba atomica, così le ha definite l’artista stesso, riprendendo il tema delle orge mortali che compare nei tre quadri di Maria Luisa presenti in questa mostra e che risalgono a diversi anni fa (2017-2020).

KIKKO e marialuisa tra di loro si chiamano soul brother e soul sister e dai loro quadri si capisce perché.

Questa mostra è un dialogo tra anime, una scrittura comune, comprensibile solo a chi ha vissuto nel buconero: quel luogo dove il linguaggio non esiste più, dove c’è solo carne-animale-anima-Dio, dove non ci sono più neanche le dualità ma solo un’unica orgia mortale di tutto ciò che esiste, prima e dopo la bomba atomica.

Le orge mortali sono effettivamente un cumulo di corpi che non sono del tutto umani ma neanche del tutto alieni, che non sono del tutto vivi e nemmeno del tutto morti, che hanno una un’ancestralità tutta loro, intima e profondissima, che si amano ma anche si repellono a vicenda. Hanno a che fare con strati profondi che toccano la sessualità nei suoi aspetti più repulsivi e contraddittori: da atto riproduttivo quasi animalesco a perversione disarticolata dal sentimento, ma anche a momenti di amore totale e fusione.

Tutto quello che nei quadri di Maria Luisa ha ancora la parvenza di una forma, nei disegni di KIKKO si dissolve, esplode finalmente; si frantuma ogni logica, si ritorna all’infanzia, all’origine, quella che “ama nascondersi”, come scrive Eraclito, autore preferito di KIKKO.

Nel tratto nero continuo di KIKKO, che sembra quasi disegnato in un unico gesto, in un unico respiro, c’è una frantumazione di ogni sapere, un dimenticarsi di ogni conoscenza, un’esplosione di ogni possibile struttura, un ritorno alla libertà della Vita.

Sarà forse solo la bomba atomica a salvare l’umanità dal suo lento suicidio?