L’eco della memoria

Arte

Piazza Vincenzo Nigri, 3, Foggia , Fg, 71100, Italia
12/05/2018 - 30/05/2018

Sabato 12 maggio alle ore 18.30 con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia, nella sala Diomede del Museo Civico, in piazza Vincenzo Nigri,3 sarà inaugurata la mostra personale dell’artista mediterraneo Iginio Iurilli: “L’eco della memoria”.
Una sala dedicata a Diomede che diviene il luogo della presentazione di opere realizzate con una delle più antiche tecniche artistiche conosciute insieme ai graffiti delle grotte paleolitiche: la ceramica. Iurilli ci presenta un Medusa dal corpo bianco opalino merlato di viola che ci rimanda indietro di milioni di anni ovvero all’origine della vita animale su questa nostra terra.
E l’elemento Acqua accompagna e viaggia da molto tempo nelle opere di questo artista che insieme a quella sostanza lattiginosa vero terrore balneare, si unisce la creatura marina più complessa e articolata che s’incontra nei nostri mari: il Riccio. Un’opera artistica dalle forme suggestive e dal colore cangiante come cangianti sono le sperimentazioni che nel corso degli anni Iurilli ha fatto su questo soggetto, che incarna l’idea dell’architettura e della proporzione leonardesca nella forma tridimensionale e poliedrica complessa che è poi quella del riccio.
Il tema mare, come fonte e origine della Vita, l’artista ce lo ripropone in alcuni piatti ceramici dove ha utilizzato l’antica tecnica dell’impressione, non dei propri polpastrelli e/o unghie, ma di lische di pesci che ha mangiato. Una sorta di restituzione alla madre terra di una parte di ciò che ha consumato. Quello del gesto ecologico è una delle costanti che accompagnano le opere di Iginio Iurilli. Un segno impresso che ci rammenta i fossili che facilmente si trovano in quelle concrezione morbide che sono i tufi, da quelli più chiari a quelli più scuri ci regalano l’emozioni di ritrovare forme geometriche che vanno dai nautilus a pesci veri e propri.
Le forme plastiche, sono generate e composte da linee sinuose che ammiccano a petali di rose e allo stesso tempo a qualcosa che rimanda all’origine della vita o del mondo, labbra di una vulva o a valve di conchiglie.