Marcel Burtin – Un inno al colore – Opere 1935-1973

Arte

Via Broseta 15, Bergamo, BG, 24122, Italia
22/03/2022 - 16/04/2022

E’ un inno al colore la mostra che la galleria michelangelo organizza per rendere omaggio all’artista
Marcel Burtin (Gafsa, Tunisia, 1902, Boulogne-Billancourt, 1979). In mostra sono presenti opere di
grandi dimensioni, astratte, dinamiche e colorate; composizioni dove l’artista esprime la gioia di
dipingere di fronte alla quale non si resta insensibili. L’artista dà prova di essere in grado di giustificare il
formato delle sue tele senza rischiare di cadere nel decorativo e di raggiungere una sintesi plastica dove il
motivo è svanito e tutto il superfluo è sommerso, allontanato.
Il colore è l’elemento chiave nell’astrattismo di Burtin; un viaggio attraverso il mondo di cromatismi fatti
di ritmi e contrasti. Da queste tele emergono i rossi, i blu, il giallo zafferano, colori che si oppongono ma
si attraggono e che raggiungono nell’insieme una perfezione scintillante e luminosa, che rappresenta la
sua arte vigorosa ed equilibrata, dalla quale emerge la gioia di vivere.
Allievo di Matisse e Leger, Burtin nel 1940 entra a far parte del “Groupe de la jeune peinture” in
compagnia di Bores, Gischia, Manessier, Le Moal, Tailleux, Tal Coat e partecipa alla straordinaria
effervescenza pittorica che caratterizza gli anni di guerra. In questo periodo stringe amicizia con Picasso.
La sua prima esposizione ha luogo presso la storica Galerie Denise René di Parigi in occasione della
mostra “Histoire d’un tableau” organizzata nel 1945 da André Lhote per i giovani artisti.
Nel 1946 le sue opere vengono esposte alla Galerie Vendôme; Burtin si è ormai liberato dall'incanto e
dall’influenza di Matisse che rischiava di limitarlo. In quest’occasione il Museo d’arte moderna gli
acquista un dipinto.
Nel 1947 ha luogo la sua seconda personale alla Galerie de France di Parigi; partecipa alla mostra
collettiva “Peintres d’Aujourd’hui” con gli artisti Borés, Le Moal, Gischia, Desnoyer, Dayez, Lapicque,
Pignon, Tal Coat ed altri; lo stesso anno espone alla mostra “Jeunes Peintres de l’Ecole de Paris” alla
Galerie Moos di Ginevra e all’Esposizione d’arte francese” a Dublino, presso la Galleria Victor
Waddington, insieme a Rouault, Matisse, Picasso, Beaudin, Lapicque, Manessier, Pignon, De Staël, ecc.
Alla fine di questo stesso anno partecipa all’esposizione “Le nouvel Art français” in Lussemburgo e la
sua opera Natura morta con pipa viene acquistata per il Museo del Lussemburgo.
Nel 1952 partecipa ad un’importante esposizione presso il Palais de New York a Parigi, intitolata
“Transposition poétique”, alla quale espongono anche Léger, Laurens, Le Moal, Manessier, Pignon,
Szobel e Mouly.
Un’altra personale ha luogo alla Galerie Da Silva di Marsiglia.
Nel 1953 partecipa al Salon des Peintres de leur Temps e nel 1956 è presente all’ “Exposition d’art
français contemporain” a Marsiglia, in compagnia di Picasso, Léger e dei migliori artisti contemporanei
con i quali, nello stesso anno espone anche in Messico.
Nel 1957 allestisce una personale alla Galerie Berri-Lardy di Parigi e lo stesso anno viene inaugurata una
grande mostra personale presso la prestigiosa Galerie Charpentier di Parigi.

Nel 1958 e nel 1960 partecipa a "Les Grands et Jeunes d'Aujour d'hui" al Musée d'Art Moderne di Parigi.
Burtin espone inoltre al Salon de Mai dal 1958, anno della fondazione.
L’artista continua la sua carriera all’interno della nuova École de Paris, sempre in grande amicizia con
Edouard Pignon conosciuto nel 1932 e, nel 1964, la Galerie Camille Renault di Parigi gli organizza una
personale che lo consacra come uno dei migliori artisti del suo tempo.
L'artista è rappresentato in vari musei di arte moderna tra cui il Musée d'Art Moderne di Parigi, Musée di
Saint Denis, Musée d'Antibes, ecc...