Opera al Nero di Serena Gamba

Arte

Via XX Settembre 31/b, Verona, VR, 37129, Italia
10/11/2018 - 05/12/2018

Dal 10 novembre al 05 dicembre Isolo 17 Gallery dedica a Serena Gamba la mostra personale Opera al Nero: una selezione di circa venti opere, in parte inedite, che rendono conto di una produzione diversificata, in cui attraverso media differenti come la scultura, la pittura, l’installazione, la scrittura, la giovane artista torinese traccia e definisce il proprio percorso di ricerca scegliendo come nume tutale la nigredo. La nigredo, ovvero l’Opera al Nero, corrisponde alla prima fase alchemica di creazione della Grande Opera, la pietra filosofale e coincide con un momento cruciale, quello della putrefazione e decomposizione, in cui occorre "far morire" tutti gli ingredienti alchemici, macerandoli e cuocendoli a lungo in una massa uniforme nera affinché la materia torni a uno stato archetipo e primigenio, al caos originario da cui ha avuto inizio la creazione. Una metafora perfetta per identificare il processo artistico, quel momento della ricerca di un artista in cui tutto ciò che è stato appreso, visto, letto, conosciuto, studiato, vissuto, tentato, si fonde in un magma informe per far sì che possa iniziare l’atto della creazione, per dar vita all’opera. Nel caso di Serena Gamba, dunque, l’Opera al Nero non rappresenta semplicemente un tema riscontrabile nelle sue opere in senso estetico e formale, ma è il principio creativo che sta alla base della sua produzione artistica. Sia nel complesso delle opere che nello specifico di ogni mette in atto un lungo processo di studio e appropriazione, utile alla creazione di quello che lei stessa definisce un “archivio della memoria e dell’oblio”, il cui oggetto e soggetto prediletto è la storia dell’arte. In lavori come Lettura e obnubilamento de Il volo delle streghe – Goya, per esempio, l’opera originaria è soggetta a una lettura e traduzione di ogni singolo elemento in parola. Come in un rito, o in un processo alchemico, l’artista scrive l’immagine rispondendo a una vocazione di conservazione della memoria bilanciata dalla delicatezza e la fragilità dell’immagine finale, in cui le lettere cucite lentamente a mano, portano con sé lucida testimonianza di qualcosa che è destinato a svanire, che è destinato all’oblio. Il medesimo processo di appropriazione e macerazione, di distruzione e creazione, di conservazione della memoria e accoglimento dell’oblio, si trova in opere come Pictura o Finché il sogno non ci separi, entrambe presenti in mostra, in cui Serena si misura con la scultura e l’installazione utilizzando materiali che vanno dalla solidità del marmo alla morbidezza di un cuscino.